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Terra Futura: preservare la tradizione guardando al domani

20 Ago — 2019   Lettura 2 min
Storie Toscana

Siamo in Toscana, bellissima regione dell’Italia centrale, ricca di borghi e paesaggi pittoreschi. Una terra che attrae ogni anno milioni di turisti poiché mette d’accordo tutti, dagli amanti dell’arte a quelli del mare e del relax fino agli escursionisti e agli amanti della natura: oltre alle città d’arte, infatti, come non pensare alla costa dell’Argentario o ai percorsi sull’appennino Tosco Emiliano, che attraggono tantissimi appassionati escursionisti, come ad esempio la classica Via degli Dei.

La Toscana è anche famosa per la sua arte culinaria, con piatti e ricette uniche nel loro genere. Tra una bellezza paesaggistica e l’altra, vi sono realtà che continuano a preservare la tradizione culinaria toscana coltivando i prodotti locali. Una di queste è Terra Futura, una piccola cooperativa che opera in provincia di Grosseto, nei comuni di Castell’Azzara, Pitigliano e Sorano: i soci della cooperativa, infatti, coltivano principalmente prodotti autoctoni come legumi  e alcune varietà di grani antichi non adatti alle colture intensive e quindi poco diffusi.

Tra luoghi di impeccabile bellezza e prodotti eccellenti, abbiamo intervistato Angelo Nucci, presidente della cooperativa Terra Futura, che ci ha portato alla scoperta dei pregiati prodotti toscani, coltivati con passione e amore. Scoperta che condividiamo con tutti voi.

 

Ciao Angelo, benvenuto su Italian Food Experience. Com’è nata l’idea di creare l’azienda Terra Futura?

Terra Futura  è nata dalla passione e dal desiderio di alcuni agricoltori della nostra terra, accomunati dall’idea che il futuro dell’agricoltura passi dal coraggio di distaccarsi dal convenzionale e tornare a un metodo di coltivazione che prevede l’utilizzo di minori input energetici e un maggior rispetto dell’ambiente e degli ecosistemi naturali.

 

Terra Futura è formata da un gruppo di agricoltori locali. Com’ è organizzata l’azienda?

L’azienda ha un disciplinare interno di produzione che prevede l’utilizzo di tecniche agronomiche naturali, senza pesticidi e concimazioni chimiche. Molte lavorazioni vengono fatte ancora a mano , come zappatura e raccolta. Successivamente, la cooperativa pensa alla commercializzazione dei prodotti.

 

Qual è la mission della società?

La missione della società è cercare di salvaguardare la biodiversità locale con tecniche agronomiche naturali e con l’introduzione di nuovi metodi ecosostenibili.

Quali dei prodotti da voi coltivati hanno maggior richiesta sul mercato?

Sicuramente il fagiolo Ciavattone di Sorano: si tratta di un fagiolo bianco, simile al cannellino ma schiacciato. Ha una buccia molto fine che si scioglie in bocca. Oppure il farro Monococco: pensate che è il primo cereale coltivato dall’uomo. Infine, la nostra crema di marroni spalmabile.

 

Come promuovete i vostri prodotti? Avete un e-commerce?

I nostri prodotti vengono promossi attraverso i social e qualche manifestazione locale. La nostra idea è di quella prendere parte a fiere e manifestazioni a livello nazionale.

  

Un suggerimento su un prodotto o un luogo che reputate imperdibile per chi vuole conoscere meglio la vostra realtà e il territorio in cui operate?

 Parlare di un solo prodotto o un solo luogo sarebbe riduttivo. La zona è tutta bella e molto eterogenea: si va dalla montagna alla zona del tufo, con i paesi costruiti su uno sperone tufaceo, per non parlare del buon vino e del buon cibo.


Quali sono i vostri progetti futuri?

I nostri progetti futuri sono quelli di consolidarci sul mercato e riuscire a creare un laboratorio di trasformazioni, magari con piccolo pastificio.

 

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