Dalla trafila in oro ai mercati esteri: la storia del Pastificio Verrigni

4/05/2021 | Abruzzo, Storie

La pasta è l’alimento simbolo del Made in Italy in tutto il mondo: a renderla tale sono di sicuro le sue caratteristiche qualitative e la sua versatilità in cucina.

C’è un altro aspetto che rende la pasta un prodotto eccezionale: il processo di lavorazione. Negli anni esso ha subito notevoli cambiamenti, tanto da offrire una grande varietà di formati in tempi record preservando comunque l’aspetto nutrizionale della pasta.

Il nostro paese, d’altronde, vanta numerosi pastifici, ognuno con caratteristiche proprie che rendono unico il loro prodotto. Grazie anche all’avvento di nuove tecnologie alimentari è possibile produrre tipi di pasta sempre più esclusivi: ne è un esempio l‘antico pastificio rosetano Verrigni che dal 1898 produce la pasta di semola di grano duro – sia convenzionale che biologica e biodinamica – da grani esclusivamente italiani.

Questo pastificio offre vari formati e tipologie di pasta, tra quelli tradizionali e quelli innovativi, come Spaghettoro e Fusilloro.

Per conoscere meglio il pastificio Verrigni, abbiamo fatto alcune domande a  Francesca Petrei Castelli titolare con Eugenia Verrigni Petrei Castelli e Gaetano Verrigni dell’omonima azienda Verrigni: abbiamo scoperto una realtà che racchiude tradizione, amore per la qualità della materia prima e interesse costante per l’innovazione.

Buona lettura.

Benvenuti su Italian Food Experience. Raccontateci brevemente la storia del pastificio Verrigni.

L’azienda nasce a Roseto degli Abruzzi nel 1898 e si trasferisce nella sede attuale nei primi anni ‘70 con la realizzazione della sede industriale e l’acquisto di innovativi macchinari Pavan, gli stessi attualmente aggiornati e utilizzati.

Allo studio attuale vi è una pasta da grani antichi Abruzzesi e Siciliani, in un blend che aggiunga alla bontà del prodotto una ricerca a fini salutistici e che sposi bene il piacere con la cura di noi stessi.

Ultima novità presentata è lo spaghettoro affumicato, che rende molte ricette dedicate a questo aroma (processo totalmente naturale) estremamente riuscite.

 

Con il tempo sono stati adottati alcuni cambiamenti: fra questi, l’adozione della pasta trafilata in oro. Quali sono i vantaggi di questa nuova trafila?

Dopo anni di produzione conto terzi, nel 2007 iniziamo finalmente la valorizzazione del nostro marchio e la creazione della innovativa trafilatura in oro che conferisce alla pasta una maggiore porosità e legame coi sughi, maggior croccantezza e profumo in cottura. In questo modo l’azienda conquista gli chef più prestigiosi ed esigenti: Alajmo, Bartolini, Corelli, Romito, Sadler, Cuttaia e molti altri altrettanto noti e prestigiosi.

Dagli chef ai gourmet il passo è breve e oggi la pasta Verrigni è riconosciuta come una delle migliori, molto presente in ristorazione di ottimo livello.

Restano i Private Label per peck a Milano, Harrods A Londra e tanti chef stellati che ci chiedono di produrre a loro marchio, segno di estrema fiducia nel nostro lavoro.

Oltre alla trafilatura in oro, Verrigni si distingue per l’innovazione nei formati: pensiamo ai quadrati della line Verrigni Valentini nel 2011 (grano della famosa azienda vitivinicola Valentini lavorato da noi) e ancora nella linea Verrigni nel 2016. Gli spigoli conferiscono croccantezza in masticazione e creano novità nel piatto.

Nella linea bio il grano Cappelli è da noi prediletto per l’autenticità di questa materia prima italiana coltivata in Puglia che, insieme al grano prodotto nell’azienda agricola Valentini e in quella della titolare Francesca, approvvigionano totalmente il fabbisogno del pastificio.

In quali punti vendita è possibile trovare i prodotti Verrigni? Esportate anche all’estero?

Verrigni attualmente è presente in tutta Italia nella ristorazione, nei negozi gourmet, enoteche, in rinascente e on line. All’estero esportiamo in Europa, Korea, Australia, Usa e Hong Kong. A macchia di leopardo in Giappone.

 

Quali sono i formati di pasta più richiesti sul mercato italiano ed estero?

Attualmente i formati trafilati in oro. Fusilloro e Spaghettoro sono i nostri must, ma anche la pasta biologica: a tal proposito, Verrigni è bio dal 1980, quando in Italia il biologico era una realtà quasi sconosciuta.

Quali sono i progetti futuri della vostra azienda?

In futuro ci proponiamo di consolidare la rete vendita in Italia, al momento sofferente per le note vicende legate alla pandemia; promuovendo nuovi mercati export attraverso la ricerca di importatori che guardino soprattutto alla qualità e ai packaging, aspetti che Verrigni cura con particolare attenzione anche per una vocazione antica alla regalistica.