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Orange Fiber, la moda sostenibile grazie agli agrumi

13 dic — 2018   Lettura 8 min
Storie Sicilia

Avreste mai detto che è possibile creare abiti di moda sostenibile e di lusso dai sottoprodotti della lavorazione di agrumi? La creatività italiana è capace di tutto, come ci mostra Orange Fiber, azienda siciliana che ha brevettato e produce tessuti sostenibili e innovativi per la moda a partire dai sottoprodotti dell’industria di trasformazione degli agrumi. Fondata nel 2014 da Adriana Santanocito ed Enrica Arena, Orange Fiber crea tessuti di alta qualità per il comparto moda-lusso utilizzando centinaia di migliaia di tonnellate di sottoprodotto che altrimenti andrebbero smaltite, con dei costi per l’industria del succo di agrumi e per l’ambiente.

Per conoscere meglio questa bella realtà, che ha sede a Catania, abbiamo intervistato Enrica Arena, co-founder di Orange Fiber.

 

 

Ciao Enrica, benvenuta su Italian Food Experience. Com’è nata l’idea di creare la vostra start up?

Il sogno di Adriana Santanocito, ideatrice e Co-Founder, è sempre stato quello di portare valore alla propria terra attraverso la creazione di un nuovo materiale per la moda, la sua grande passione.
Nel 2011, nel corso dei suoi studi in Fashion Design e materiali innovativi all’AFOL Moda di Milano, Adriana intercetta il trend dei tessuti sostenibili e decide di approfondire l’argomento nella sua tesi.
Parallelamente, entrando in contatto con i produttori di agrumi, rimane molto colpita dalla sofferenza del settore – le cui arance faticano ad entrare sul mercato – e ha l’intuizione di poter utilizzare gli agrumi per creare un tessuto innovativo.
Dalla teoria, riesce ben presto ad arrivare alla pratica e, dopo aver provato la fattibilità del processo con il laboratorio di Chimica dei Materiali del Politecnico di Milano, deposita il brevetto italiano, esteso poi in PCT internazionale nel 2014.
È durante lo sviluppo del processo che scopre l’altra grave questione che affligge il settore agrumicolo siciliano: lo smaltimento dei sottoprodotti della spremitura, ovvero di tutto quello che resta dopo la produzione industriale di succo – che vale circa 1 milione di tonnellate l’anno in Italia – e la cui gestione comporta ingenti costi economici per le industrie di trasformazione e impatta l’ambiente.
A quel tempo, condividevamo la stessa casa a Milano, città in cui anch’io mi ero trasferita per studiare comunicazione e cooperazione internazionale, immaginando un futuro nell’imprenditoria sociale. Mi parlò della sua idea e ne rimasi colpita: la sostenibilità ci ha unite e da quel giorno lavoriamo fianco a fianco ad Orange Fiber.

 



 

Chi vi ha aiutato inizialmente in quest’impresa?

Nelle prime fasi di sviluppo del progetto, il supporto è arrivato dalle nostre famiglie, sia in termini di capitali investiti che di supporto personale. Successivamente, però, ci siamo rese conto che era necessario lavorare con professionisti e avere accesso a laboratori organizzati:così, armate di determinazione e ottimismo, abbiamo iniziato una campagna di raccolta di fondi.
Siamo riuscite in quest’impresa nel 2014, quando abbiamo costituito l’azienda con i nostri soci e siamo state assegnatarie del bando Seed Money di Trentino Sviluppo e Smart & Start di Invitalia.
In particolare, i primi prototipi di tessuti sono stati realizzati grazie al finanziamento del bando Seed Money di Trentino Sviluppo (programma Operativo FESR 2007-2013 della Provincia Autonoma di Trento con il contributo del Fondo Europeo di Sviluppo Regionale).

A dicembre 2015, grazie al contributo del bando di finanziamento Smart&Start di Invitalia (Ministero Sviluppo Economico), siamo riuscite a far nascere il nostro primo impianto pilota per l’estrazione della cellulosa da agrumi atta alla filatura.
Grazie al nostro impegno e alla partecipazione ad acceleratori e incubatori di settore, inoltre, in questi anni siamo riuscite a costruire una rete personale e professionale molto ampia, che ci ha dato accesso a competenze fondamentali per far crescere il nostro progetto e a cui ricorrere per dei consigli autorevoli, nei momenti positivi e in quelli un po’ più bui.

In questo percorso, è stata significativa la vittoria del Global Change Award 2015, iniziativa lanciata dall’organizzazione no-profit H&M Foundation nel 2015 con l’obiettivo di ricercare idee innovative capaci di chiudere il cerchio nell’industria della moda per salvaguardare il nostro pianeta. A nostra disposizione abbiamo avuto un grant da investire in ricerca e sviluppo, un anno di consulenza e accelerazione personalizzata offerta da Accenture e dal KTH Royal Institute of Technology di Stoccolma e tutto il supporto e la forza di questa iniziativa, che tutt’oggi ci coinvolge in importanti programmi ed eventi con l’obiettivo di aiutarci a far crescere e consolidare la nostra azienda.

Più di recente, siamo state selezionate per entrare a far parte del programma di accelerazione e mentoring di Fashion for Good – Plug&Play, che ci ha permesso di entrare in contatto con i brand del gruppo Kering, C&A, PVH e altri partner come Galeries Lafayette.

 

Alcune fasi del processo di lavorazione brevettato da Orange Fiber

Alcune fasi del processo di lavorazione brevettato da Orange Fiber

 

Quali aiuti o capacità pensate siano necessari per avviare una start up come la vostra?

Trasformare un’idea in un progetto imprenditoriale concreto è un percorso a ostacoli che richiede tanta determinazione, lavoro costante, propensione al rischio, competenze e fondi.
Un percorso a volte difficile, ma che regala enormi soddisfazioni come quella di aver raggiunto – con la collaborazione di tutto il team – il mercato nei primi 3 anni di vita della startup grazie alla Ferragamo Orange Fiber Collection, la prima collezione moda realizzata con i nostri tessuti dalla celebre e storica maison di moda fiorentina Salvatore Ferragamo, lanciata lo scorso 22 aprile 2017 in occasione della Giornata internazionale della Terra.

 

In linea generale, qual è il processo di lavoro di Orange Fiber?

In seguito alla collaborazione con il laboratorio di Chimica dei Materiali del Politecnico di Milano, nel 2012 siamo riuscite a sviluppare e brevettare un innovativo processo che ci consente di trasformare il sottoprodotto della spremitura industriale degli agrumi in un tessuto sostenibile e di altissima qualità per il comparto moda-lusso.
Nello specifico, il nostro tessuto viene realizzato a partire dal pastazzo d’agrumi, ossia quel residuo umido che resta al termine della produzione industriale di succo di agrumi e che non può più essere utilizzato ma solo gettato via.
La prima parte della trasformazione avviene in Sicilia, dove la cellulosa atta alla filatura viene estratta, per essere poi mandata in Spagna, dove un nostro partner la trasforma in filato, e in ultimo questo rientra in Italia, presso una tessitura comasca, dove viene trasformato nel nostro prodotto: un tessuto sostenibile di altissima qualità capace di unire rispondere alle esigenze di creazione dei brand di moda preservando al contempo le risorse del nostro Pianeta.

 

 

Quali sono i mezzi di comunicazione che prediligete per promuovere la vostra attività?

Per far conoscere la nostra azienda e veicolare le peculiarità dei nostri prodotti in termini di innovazione e sostenibilità e i valori etici alla base del progetto, ci affidiamo principalmente ai social network Instagram, Twitter, Facebook e LinkedIn.
Queste piattaforme infatti, lungi dall’essere solo un luogo di ritrovo virtuale e di svago per gli utenti privati, rappresentano un mondo innovativo per la comunicazione e il marketing delle aziende.
In quest’ottica, gli strumenti offerti da Facebook e Instagram, ad esempio, hanno giocato un ruolo fondamentale, permettendoci di instaurare una solida rete di relazioni con i principali attori del sistema moda internazionale e le realtà operanti in ambito circular economy, e di suscitare l’interesse e l’apprezzamento dei consumatori.
Le performance ottenute in rete si sono tradotte in risultati concreti e tangibili per l’azienda, che ha visto crescere il numero delle manifestazioni d’interesse da parte dei fashion brand e guadagnato credibilità e fiducia nel panorama della moda etica e sostenibile.
La promozione dei nostri prodotti e del brand avviene anche tramite i mezzi di comunicazione tradizionali – stampa, radio e TV – che, sin dai nostri esordi, non hanno mai smesso di dedicare spazio al nostro progetto, dimostrando un forte interesse per la nostra innovazione e una spiccata sensibilità per il tema della sostenibilità.

 

Come è nata la collaborazione con Ferragamo?

Siamo state contattate dall’ufficio ricerca e sviluppo di questa celebre e storica maison fiorentina, che ha colto per prima l’essenza e le potenzialità espressive del nostro tessuto da agrumi dando vita alla Ferragamo Orange Fiber Collection, una fresca daily wear capsule collection presentata lo scorso 22 aprile 2017, in occasione della Giornata della Terra.
Nata dall’amore per l’innovazione, il design e la creatività italiana, questa collaborazione ha rappresentato un importante traguardo per la nostra azienda, aprendoci la strada nel mercato della moda internazionale.
Dopo la prima capsule collection, sempre in collaborazione con Salvatore Ferragamo, abbiamo realizzato un total look – abito, pochette e sandali – indossato dalla top model di fama internazionale Karolina Kurkova in occasione dei Green Carpet Fashion Awards Italia 2017, i primi Oscar della moda green lanciati da Camera Nazionale della Moda Italiana in collaborazione con Eco-Age e il supporto di ICE Agenzia e del Comune di Milano per celebrare i traguardi raggiunti in materia di sostenibilità all’interno della filiera della moda e del lusso.
Più di recente, in occasione del Global Change Award 2018 della H&M Foundation, l’attrice, modella e influencer Chiling Lin ha indossato un esclusivo abito da sera realizzato da H&M con i nostri tessuti sostenibili da agrumi.

 

 

Collaborate anche con altri stilisti italiani e/o stranieri?

La collaborazione con la maison di moda fiorentina Salvatore Ferragamo ha rappresentato un importante traguardo per la nostra azienda: il primo grande passo nel mercato della moda internazionale.
Il successo di questa partnership, inoltre, ha contribuito notevolmente a far conoscere i nostri tessuti nel mondo della moda, sensibilizzando designer e brand verso l’uso di materiali sostenibili e aprendoci la strada a future collaborazioni green capaci di conferire nuova forma e contenuto al concetto di lusso.

 

Le arance, da prodotto food a texture: quali sono i vantaggi del loro utilizzo, in termini di sostenibilità ambientale? Perché utilizzare le bucce delle arance aiuta a ridurre gli sprechi e l’inquinamento ambientale?

Solo in Italia sono oltre 700.000 le tonnellate di sottoprodotto derivanti ogni anno dall’industria di trasformazione agrumicola, un rifiuto ingombrante che rappresenta un grosso problema per l’intera filiera agrumicola a causa dei suoi elevati costi di smaltimento e del suo impatto ambientale.
Grazie al processo da noi brevettato, siamo in grado di sfruttare le potenzialità del pastazzo per l’estrazione della cellulosa d’agrumi atta alla filatura, trasformando così uno scarto in una risorsa per il rilancio economico del comparto manifatturiero italiano.
La nostra soluzione – estrarre una materia prima da un sottoprodotto industriale non rivale all’alimentazione – offre la possibilità di soddisfare la crescente richiesta di cellulosa per uso tessile – dovuta alla volatilità dei prezzi del cotone e del petrolio – preservando al contempo le risorse naturali, senza produrre scarti industriali. Paragonato alle fibre cellulosiche artificiali esistenti, sia quelle derivate da legno che quelle da canapa e bambù, Orange Fiber non sfrutta le risorse naturali, ma riutilizza un sottoprodotto, riducendo così lo sfruttamento di terra e acqua e l’uso di pesticidi inquinanti.

 



 

Da start up a impresa di successo. Quale consiglio dareste ai giovani imprenditori?

L’esperienza con Orange Fiber ci ha insegnato il valore della collaborazione e l’importanza di fare squadra ed è questo il messaggio che ci piacerebbe trasmettere. L’importanza di fare rete, di essere solidali e di non essere timide nel chiedere supporto a chi possiede competenze complementari.
Gran parte del successo di un’idea imprenditoriale dipende dal team che ogni giorno lavora per realizzarlo.

 

Orange Fiber Ph Stefano Sciuto

Orange Fiber – Foto: Stefano Sciuto

Alcuni anni fa, avete vinto la Creative Business Cup Italia, di cui noi siamo partner: quanto è stata utile quell’esperienza per Orange Fiber?

Nel 2013 abbiamo vinto la Creative Business Cup Italia, la competition che decreta le migliori imprese creative a livello nazionale.
Un’esperienza indimenticabile, che ci ha aperto le porte al primo importante banco di prova e di confronto con il resto del mondo: la finale internazionale della Creative Business Cup Competition di Copenhagen, nella quale siamo state tra le 5 idee finaliste selezionate tra oltre 40 progetti.
Il lavoro di preparazione alla competition ci è stato molto utile per concentrarci sul nostro business plan e sulla preparazione dei materiali di comunicazione a supporto, così come è stato molto stimolante confrontarsi con gli altri progetti in finale.

 

L’arancia è un alimento rappresentativo della vostra regione: ci raccontate un episodio simpatico o un aneddoto legato alla vostra attività e relativo a questo bel frutto?

Le arance sono parte integrante della nostra storia e della nostra vita di tutti i giorni.
Un po’ per lavoro, un po’ per gioco, abbiamo sempre a che fare con questo frutto meraviglioso.
Qualche anno fa, ci venne l’idea di girare una serie di brevi video per raccontare i possibili usi delle arance, dai più tradizionali ai più creativi, con il risultato che a fine riprese avevamo raccolto una quantità impressionante di succo d’arancia.
Appartenendo alla categoria di quelle cose di cui “non si butta via niente!”, lanciammo una sfida ai nostri colleghi e amici che ci avevano accompagnato in quell’avventura: trovare un modo alternativo e originale per impiegare quel prezioso succo. E fu così che per giorni l’ufficio sembrò essersi trasformato in una puntata di Masterchef, con tanto di votazioni e gustose sorprese… all’arancia!

Quali sono i vostri progetti per il futuro?

Il nostro obiettivo è fare di Orange Fiber il first mover italiano nel segmento dei tessuti sostenibili attraverso una produzione “green” da fonti rinnovabili capace di dare nuova vita al comparto manifatturiero italiano, e creare un marchio altamente riconoscibile e differenziato dagli altri per l’impegno nella tutela dell’ambiente e la trasparenza dell’intera catena di produzione.
Per far crescere l’azienda e realizzare il nostro sogno, stiamo lavorando duramente sull’ottimizzazione del processo di produzione industriale e a breve lanceremo una campagna di equity crowdfunding per supportare i nostri piani di sviluppo. Saremo felici di raccontarvi i dettagli al momento del lancio ufficiale.

 

Tutto il materiale fotografico ci è stato concesso da Orange Fiber.

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