Alla scoperta dei sapori forti nel Museo del Peperoncino

3/12/2020 | Storie, Calabria

Il Museo del Peperoncino narra seimila anni di storia e un grande amore per la Calabria. Un luogo che mette in mostra l’arte, gli oggetti e la pubblicità ispirata al “diavolillo”, ossia il famoso peperoncino piccante, il fiore all’occhiello tra le tipicità calabresi, un prodotto molto ricercato dagli amanti dei profumi e dei sapori piccanti.

Il Museo del peperoncino nasce nel luglio del 2001, all’interno di Palazzo Patrizio, nel cuore del centro storico di Maierà in provincia di Cosenza, grazie a un’idea del prof. Enzo Monaco, Presidente dell’Accademia Italiana del Peperoncino, sostenuta dall’Amministrazione Comunale di Maierà.

Da allora, il Museo ha ottenuto numerosi riconoscimenti fra cui l’ingresso, a Luglio 2016, nell’Associazione Nazionale Piccoli Musei (A.P.M.) e i gemellaggi con altri due interessanti musei: il Museo “Pepem Fabuleum” di Satriano di Lucania (PZ) e il Museo “Ovo Pinto” di Civitella sul Lago (TR).

Curiosi di conoscere il Museo e il comune che lo ospita, ci siamo avventurati alla scoperta di Maierà guidati dal referente del Museo, Diego Granata, che collabora con il Comune di Maierà e l’Accademia Italiana del Peperoncino alla promozione e valorizzazione del Museo e al quale abbiamo fatto alcune domande per conoscere meglio questa interessante realtà.

Buona lettura!

Maierà-museo del peperoncino

Maierà e il Museo del peperoncino

 

Salve Diego, benvenuto su Italian Food Experience. Quante varietà di peperoncino si possono osservare all’interno del vostro museo?

All’interno del nostro museo è possibile osservare tantissime varietà di peperoncino coltivate nel mondo. Una vera e propria Collezione di Peperoncino, realizzata dall’Accademia Italiana del Peperoncino: parliamo di 200/300 specie provenienti da tutto il mondo

 

Qual è il peperoncino di eccellenza della vostra terra, la Calabria? Quali sono quelli più ricercati?

Il Peperoncino d’eccellenza della Calabria, il diavolicchio calabrese. Naturalmente i più ricercati sono quelli dichiarati i “piu’ piccanti al mondo”: parliamo del Jigsaw, l’Apocalisse, il Sepis Serpent, il Carolina Reaper e altri, tutti peperoncini appartenenti alla Scala  Scoville (si tratta, in sostanza, di una classifica dei peperoncici).

 

Nel museo è possibile acquistare i prodotti? Avete altri prodotti oltre al peperoncino?

Al momento, il Museo non è dotato di un peperoncino point, ma è una idea sulla quale stiamo lavorando, al fine di poter offrire ai nostri visitatori un servizio unico nel genere. Naturalmente sono presenti prodotti legati sempre al tema “Peperoncino”.

 

Quali attività oltre a quella espositiva, promuovete nel museo?

Dunque, oltre ad avere sale espositive, il museo è dotato anche anche di una sala proiezione, dove offriamo ai nostri visitatori il  racconto del nostro museo, del festival del peperoncino di Diamante e la filiera del peperoncino.

Museo del peperoncino

Museo del peperoncino

Prima e dopo la visita al Museo del peperoncino, cosa possiamo visitare e degustare a Maierà?

Maierà è un borgo ricco di bellezze, tradizioni e tipicità culinarie; da ammirare è soprattutto il suo centro storico con le sue strette viuzze (che lo affaccia sui ruderi di Cirella – difronte – e la Valle dei Mulini – dietro), dove sono installate in modo permanente tante ceramiche facenti parte dei Progetti “Ceramica Viva” e “Via delle Ceramiche d’Italia” .

Imponente e antica è la Chiesa Santa Maria del Piano, a pochi passi dal Museo del peperoncino, restaurata da poco.

Presenti sul territorio altre chiese, la Porta Terra, la Grotta di San Domenico, resti dell’Arco Longobardo, il Parco delle Sculture, lo Spazio espositivo Zona Sud, la mostra fotografica in B&N su Maierà nel Palazzo Patrizio e altre bellezze…

Il paese offre, naturalmente, tanti scorci con punti panoramici davvero mozzafiato.

Da gustare, nei locali presenti nel nostro territorio, è il tipico menù “majeraioto”: fusilli (asta fatta in casa) al sugo di carne di capra, la stessa carne abbinata a dei peperoni arrostiti innaffiati da vino Rosso di Maierà accompagnati da una buona fetta di pane casereccio.

Non mancano poi, naturalmente, le pietanze piccanti con i salumi, la n’dujia, le conserve piccanti e così via.

 

Quali sono i vostri progetti per il futuro?

Stiamo lavorando quotidianamente alla promozione e valorizzazione del Museo del peperoncino: puntiamo a ottenere nel più breve tempo possibile il riconoscimento e inserimento nella rete Museale della Regione Calabria e alla realizzazione di un “Peperoncino POINT” all’interno di esso.

E naturalmente vorremmo che molta gente venisse a Maierà per conoscere il nostro borgo e il Museo ma non come turisti, ma come ospiti!