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Milk Brick, dalla Sardegna i mattoni ecologici realizzati con latte scaduto

29 gen — 2019   Lettura 5 min
Storie Sardegna

La questione del riutilizzo dei prodotti alimentari scaduti è molto sentita, nel nostro settore: sono migliaia, infatti, le tonnellate di alimenti che, ogni anno, diventano spazzatura. Per fortuna, start-up e aziende innovative stanno lavorando anche in Italia al riutilizzo di alimenti non più commestibili.

Una di queste è Milk Brick, azienda innovativa con sede in Sardegna che recupera gli scarti di latte dall’industria casearia e il latte scaduto dalla grande G.D.O per creare un bio-composito isolante termico brevettato. Tale bio-composto viene usato per la produzione industriale di mattoni prefabbricati per l’edilizia, prodotti che risolvono il problema della dispersione termica degli edifici.

Milk Brick è un’azienda figlia dell’economia circolare: i suoi prodotti, infatti, sono eco-bio compatibili e, a fine ciclo di vita, possono essere recuperati per ricreare sempre lo stesso prodotto, attuando così un ciclo di vita continuo dei mattoni.

Per conoscere meglio la storia di Milk Brick e del processo di lavorazione degli scarti di latte che diventano mattoni, abbiamo intervistato Giangavino Muresu, CEO di Milk Brick.

Buona lettura.

Giangavino Muresu, CEO di Milk Brick

      

 

Ciao Giangavino, benvenuto su Italian Food Experience. Raccontaci chi sei e di cosa ti occupi.

 Sono nato nel 1986 a Sassari. Dopo gli studi presso il Liceo di Architettura di Sassari, ho lavorato da subito nell’azienda di famiglia, specializzata nella coibentazione degli edifici nel settore delle costruzioni.

Negli anni mi sono evoluto e specializzato nel settore delle ristrutturazioni architettoniche.

Sono un inventore industriale in diversi settori e oggi sono alla guida di Milk Brick. La mia visione prevede di racchiudere in un unico brand tutte le aziende che producono mattoni prefabbricati a livello internazionale.

 Abbiamo concepito innovativi processi produttivi che non generano scarti di lavorazione basati sui criteri dell’economia circolare. Abbiamo sviluppato prodotti innovativi che rappresentano il valore di know-how con il quale l’azienda effettuerà il trasferimento tecnologico verso i nostri partners produttivi.

 La mia giornata lavorativa è scaglionata in diverse attività da svolgere: in questo momento lavoro circa 16 ore al giorno.

 Per sviluppare i mattoni fatti di latte ci sono voluti 5 anni di ricerca e sviluppo. Quando sviluppo nuovi prodotti o processi produttivi, mi concentro su quelle che sono le esigenze del settore e del cliente: esco fuori dagli schemi, cerco sempre di vedere le cose per quelle che in realtà non sono, mi piace snellire e semplificare tutto. Nel lavoro come nella vita non sopporto gli arroganti e i presuntuosi, quel genere di persone che ti dicono sempre ”Lascia perdere”.

Sono molto affezionato a una famosa citazione di Albert Einstein: Chi dice che è impossibile, non dovrebbe disturbare chi ce la sta facendo…”

 

Com’è nata l’idea di creare mattoni dalle fibre del latte?

Tutto è partito da una mia intuizione: dopo aver identificato il problema dovuto alla scarsa traspirazione del polistirolo (un materiale largamente utilizzato nel mercato dell’edilizia per isolare termicamente la muratura e i solai degli edifici), nel 2011 ho iniziato un lungo lavoro di ricerca e sviluppo, durato 5 anni, con l’intento di cercare un nuovo bio-composito isolante termico che potesse rappresentare un’alternativa biologica agli isolanti termici in polistirolo.

 

Perché proprio il latte? Qual è il valore aggiunto che questo prezioso alimento apporta al settore edile?

Ho pensato di utilizzare il latte di scarto perché è recuperabile ovunque nel mondo, sia dall’industria casearia che dalla G.D.O: in entrambi i settori, infatti, esso rappresenta un problema di smaltimento.

 Il latte di scarto rappresenta un valore aggiunto nel settore dell’industria edilizia in quanto dal suo recupero e lavorazione siamo in grado di sviluppare prodotti eco-bio innovati che andranno a competere sul mercato direttamente con quei prodotti figli della chimica del petrolio, facenti parte della vecchia economia lineare.

Fibra di latte - Foto: Milk Brick

Fibra di latte – Foto: Milk Brick

 

Ci spieghi, in linea di massima, il processo di lavorazione per ottenere il vostro prodotto?

Nei nostri processi produttivi il latte recuperato non viene utilizzato direttamente in mescola al bio-composito, bensì viene prima estratta la caseina e trasformata tramite processo di estrusione in fibra di latte, una componente importantissima del nostro bio-composito isolante termico.

 Milk Brick utilizza il 100% del latte recuperato senza generare scarto di produzione. Non possiamo entrare nello specifico poiché tutti i processi produttivi fanno parte del nostro know-how aziendale.

Qual è il suo migliore utilizzo?

Il latte di scarto si utilizza per creare un isolante termico biologico dal quale sviluppiamo:

  • mattoni da muratura isolanti termici;
  • rivestimenti a cappotto isolanti termici;
  • blocchi per solaio isolanti termici;
  • mattoni 100% in bio composito di fibra di latte per il mercato di nicchia della Bio edilizia.

 

A livello tecnico, qual è la differenza fra i classici mattoni e quelli realizzati da voi con le fibre del latte?

L’utilizzo dei mattoni classici richiede una posa a stratificazione che prevede 2 strati di muratura che vanno a creare una intercapedine dove viene inserito l’isolante termico in pannelli rigidi, a rotoli o per insufflaggio.

 Con i prodotti Milk Brick è possibile isolare termicamente l’abitazione con una singola posa dei prodotti, quindi si velocizzano i tempi di realizzazione e si risparmia sulla posa in opera.

 I prodotti Milk Brick vengono realizzati con isolante termico biologico.

I mattoni classici, invece, vengono realizzati con isolante termico in polistirolo, che presenta il problema di non essere traspirante creando i classici problemi di condensa, umidità, muffe e proliferazione batterica nella muratura.

 I prodotti Milk Brick sono eco sostenibili e si possono riciclare a costo zero, mentre i mattoni classici rappresentano un costo di smaltimento e il più delle volte rappresentano un problema ambientale.

Quali sono le caratteristiche ottimali che deve possedere il latte per la buona riuscita del prodotto finale?

Il latte va bene tutto, purché sia di scarto dell’industria casearia o rifiuto alimentare della G.D.O.

 

Nel settore edile, i campi della costruzione e dei materiali sono sempre oggetto di ricerche e innovazioni tecniche: come risponde il mercato italiano al vostro prodotto?

Il lancio dei prodotti sul mercato è previsto entro il 2019. Nonostante non abbiamo ancora avviato la nostra campagna di marketing, riceviamo quotidianamente importanti richieste di prodotto sia dalle rivendite edilizie sia da costruttori, ingegneri, architetti e consumatori diretti.

 I prodotti interessano specialmente gli industriali del settore dei mattoni prefabbricati, ai quali affidiamo le concessioni di licenza produttiva. Stiamo organizzando tutta la rete produttiva e distributiva in Italia.

 

I mattoni Milk Brick hanno conquistato anche i mercati esteri? Quali?

In questo momento c’è interesse a livello internazionale: Canada, Usa, Cina, Europa, Emirati

Arabi. Nel 2020 effettueremo i primi trasferimenti tecnologici fuori dai confini nazionali.

 

Quali sono i progetti futuri?

Nei prossimi 2 anni l’obiettivo è quello di trasformarci in gruppo industriale, di cui faranno parte tutte quelle aziende che producono mattoni prefabbricati, attive in tutto il mondo industrializzato.

 Stiamo valutando importanti partnership con le industrie delle malte pre-miscelate, per portare sul mercato nuovi prodotti innovativi in fibra di latte, che avranno prestazioni altamente traspiranti con veloce assorbimento dell’umidità e l’immediato rilascio in termoregolazione per ottenere una finitura della muratura sempre asciutta.

 Inoltre, vogliamo presentare una linea di nuovi prodotti innovativi in occasione dell’EXPO 2020 di Dubai.

 

Italian Food Experience è un canale dell’eccellenza food Made in Italy. Il latte, tra l’altro, è uno degli alimenti che meglio rappresenta tale caratteristica: come lo utilizzate al di fuori del vostro lavoro?

Il latte e i prodotti lattiero-caseari sono parte integrante della nostra alimentazione mediterranea.

Latte/Yogurt e cereali completano la colazione del mattino, i formaggi non mancano mai nello spuntino di mezza mattina, a pranzo, a merenda e a cena.

Il latte è un alimento importantissimo per tutto il pianeta; è frutto del duro lavoro dei pastori e degli allevatori che rappresentano il pilastro portante della nostra terra. Viviamo nel mondo del consumismo dove molte volte si dimentica di dare il giusto valore ai prodotti e a chi li produce.

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