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L’arte nel piatto: intervista alla designer Ilaria Innocenti

20 lug — 2018   Lettura 4 min
Storie Lombardia

Avere in casa complementi d’arredo artistici, magari progettati da celebri designer, contribuisce all’estetica degli ambienti. La cucina, in particolare, è il luogo dove si vivono momenti conviviali e in cui un arredo come la tavola gioca un ruolo fondamentale: che sia bandita o meno, il suo allestimento deve essere curato nei minimi dettagli. Partendo, per esempio, dai piatti: quelli colorati, decorati o simpatici, si prestano bene all’impiattamento; la protagonista diventa, quindi, una nuova arte che descrive il piatto e risalta non solo l’abilità culinaria dello chef ma l’unicità dell’esperienza che viene consumata a tavola.  

Ilaria Innocenti, designer, interior e art director emiliana che vive e lavora a Milano, nel 2010 ha creato il brand Ilaria.i. Nella sua collezione ABC, lei propone porcellane per la tavola decorate a mano e non solo (altri oggetti sono pensati per essere usati come svuotatasche e appesi alla parete), con delicate grafiche e texture geometriche a formare lettere e numeri per una tavola moderna o da usare come complementi decorativi.

Ilaria Innocenti ha iniziato il suo lavoro di designer qualche anno fa, creando una raffinata collezione di accessori da ufficio in terracotta, denominata Adobe. Da allora ne ha fatta di strada, mantenendo uno stile fresco e originale.

Nel 2016, ha raggiunto un traguardo importante con il progetto Self Portrait, realizzato per Portego e selezionato da Arredativo tra i Must have dell’anno.

Attualmente, attraverso il suo brand Ilaria.i, Ilaria Innocenti collabora con differenti fornitori e realtà manifatturiere italiane sperimentando un nuovo modo di progettare i prodotti per la casa. Il risultato è un assortimento di oggetti ricchi di personalità e dal gusto decorativo che combinano tecniche artigianali, disegni a mano libera, texture e suggestioni in modo da formare la trama di un racconto dall’aspetto decisamente contemporaneo.

L’importanza del designer, dunque, passa prima dalla vista e poi giunge al gusto.

 

 

Ciao Ilaria, ci racconti come è iniziata la tua avventura?

Nel 2002 mi sono trasferita a Milano per studiare allo IED, volevo diventare una Interior designer.  Dopo qualche anno di lavoro in studi di architettura, ho scoperto che la mia vera passione era quella di disegnare oggetti. Così, ho deciso di esercitarmi sul mio stile, producendo per me stessa alcuni progetti. Ho iniziato con la realizzazione di una serie di piatti. È da qui che è nato ilaria.i e la mia volontà di esprimere la mia visione del progetto attraverso i piatti.

 

La tua fonte d’ispirazione?

Mi faccio ispirare dalla moda, dalle stampe dei tessuti, dai vecchi piatti raccolti ai mercatini, dai viaggi, da tutto ciò che mi circonda.

 

Qual è stato il primo oggetto che hai realizzato? E quello che più ti rappresenta?

Il primo oggetto che ho realizzato è stata una collezione di gadget per un’azienda: avevano visto i miei piatti e mi hanno chiesto di disegnarne alcuni come regalo aziendale. Chi ha ricevuto il regalo mi ha contattato per poterne acquistare altri. È stata una bella sensazione!

Sono molto legata a tutte le collezioni ilaria.i: rappresentato una parte di me. Ho disegnato anche Muselet, una collezione di centrotavola progettati per Incipit, e sono molto legata anche a quelli.

 

Cosa non deve mai mancare sulla tua tavola?

Non può mai mancare l’alzatina per i dolci (e i piattini ilaria.i per mangiare il dolce)!

 

ABC by Ilaria Innocenti

ABC by Ilaria Innocenti

 

Quali sono le innovazioni apportate con ibrand Ilaria.i?

Pensare al piatto non solo come un oggetto per la tavola, ma come un oggetto che si può regalare senza dover sottostare all’idea statica del servizio di piatti.

 

Alla base del design predomina il concetto della Forma per la Funzione. Tu cosa ne pensi, anche in merito ai tuoi prodotti o al tuo stile progettuale?

Penso che il termine “funzione” nel 2018 assume un significato più ampio, che racchiude anche tutta una parte legata ai sentimenti e alle emozioni.

 

Artigianalità vs Tecnologia: qual è il tuo pensiero in merito?

Viva l’artigianalità!

 

Secondo te, come viene considerato il Made in Italy nel tuo settore?

Il made in Italy continua ad essere un certificato di qualità

 

Avendo un sito e-commerce, il digitale quali potenzialità o difficoltà offre?

Per prima cosa, un sito internet certifica che tu esisti e ti permette di raggiungere persone dall’altra parte del mondo. È, quindi, fondamentale per una piccola realtà come ilaria.i.

 

Qual è il tuo target?

ilaria.i si rivolge a donne appassionate di oggetti belli e che amano aggiungere sempre nuovi dettagli alla loro casa.

 

 

Cosa stai facendo o cosa pensi di fare per continuare il tuo percorso di crescita?

Ho appena terminato il progetto della nuova collezione di piatti Autunno/Inverno 18-19, che racconta come le torte e i dolci sono percepiti come segno di gratitudine, come una dimostrazione di affetto utile a celebrare una ricorrenza. E speriamo proprio che piaccia!

Nel futuro vorrei che ilaria.i potesse avviare delle collaborazioni con artigiani stranieri, per esempio in Giappone, dove la cultura della ceramica è molto radicata.

 

Quali consigli potresti dare ai giovani che vorrebbero lanciarsi in questo settore/mercato?

Dovete amare questo lavoro perché…non è oro tutto quel che luccica!

 

Quali sono i tuoi progetti futuri?

A Settembre uscirà una collezione di piatti in edizione limitata.

 

Vi è un luogo che per te è di grande ispirazione, così come un prodotto/oggetto del quale non puoi fare a meno?

Non posso fare a meno di…viaggiare!

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