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Intervista ad Andrea Casadio, l’ideatore di AllerGenio

6 ago — 2018   Lettura 7 min
Storie Toscana

Un motore di ricerca in grado di identificare gli allergeni in un database di oltre diciottomila ingredienti, validati scientificamente dal laboratorio di Scienze della Salute Umana dell’Università di Firenze: questo è AllerGenio, piattaforma online che rappresenta un valido aiuto per le persone allergiche e intolleranti, poiché riconosce le sostanze da evitare nei cibi.

L’obiettivo è di informare correttamente i clienti di un locale sul tipo di allergeni presenti nel pasto ordinato. Di fatto, il regolamento comunitario n. 1169/2011, (entrato in vigore il 13 dicembre 2014), obbliga a indicare gli ingredienti di ogni piatto e i relativi allergeni, in maniera chiara e trasparente sul listino prezzi, sul menù o nell’apposito Registro Allergeni; tale regolamento, più delle volte, risulta difficile da far comprendere ai ristoratori. Inoltre, i registri degli allergeni risultano non aggiornati e incompleti.

AllerGenio facilita questo processo in pochi click ed è di facile utilizzo per i ristoratori, ma anche per i clienti che potranno scegliere cosa mangiare e dove mangiare senza più preoccupazioni.

La start-up ha ricevuto numerosi premi e riconoscimenti ed interesse dalla comunità scientifica Italiana ricevendo da quest’ultima il Premio Awards 2018 Borsa Della Ricerca da parte dell’acceleratore Food Forward e l’interesse del prestigioso fondo di investimento Deloitte Italia.

Proprio qualche giorno fa, si è aggiudicata il premio speciale Italian Food Experience assegnato dalla giuria della Creative Business Cup Italia al miglior progetto italiano del settore Food.
Abbiamo intervistato Andrea Casadio, l’ingegnoso e talentuoso founder di AllerGenio.

 

Vincitore alla Creative Business Cup Italia - Categoria Food - AllerGenIO

Vincitore alla Creative Business Cup Italia – Categoria Food – AllerGenio

 

Ciao Andrea, come è nato AllerGenio?

AllerGenio nasce per merito di mia figlia Alessia che ha 9 anni ed è intollerante a fragole e cioccolato fin dalla nascita.

 

Come vi siete accorti dell’allergia di vostra figlia? Spesso il primo segnale di reazione sono delle manifestazioni cutanee…

Sì, infatti: all’età di 2 anni abbiamo iniziato a sottoporre nostra figlia a controlli vari e, dallo sfogo della pelle, abbiamo riscontrato il crescente valore dell’istamina nel sangue, che le provocava un prurito intenso fino a farle comparire delle lesioni cutanee.
Il primo pensiero è stato associato a una dermatite atopica, di cui la bambina effettivamente soffre. Abbiamo continuato ad approfondire la situazione portando nostra figlia da un allergologo, il quale ci ha suggerito di fare il prick-test: una volta effettuato, il test ha evidenziato una intolleranza prevalente a fragola e cioccolato.

La particolarità dell’allergia di mia figlia è che abbiamo una pasticceria di famiglia da oltre 40 anni, una delle cinque più importanti e storiche di Firenze.

 

Oltre all’allergia e a un luogo dalle forti tentazioni come può essere una pasticceria, cosa ha condizionato l’idea del vostro progetto?

Il 14 dicembre del 2014 è “venuto a bussare alle porte” della pasticceria un obbligo di legge, il Regolamento Europeo 1169/2011. È stato allora che ho intuito come quell’obbligo avrebbe potuto rappresentare una vera e propria opportunità, la soluzione a migliaia…milioni di Alessia, in Italia e nel mondo. Un supporto al consumo del cibo in tutta sicurezza.

 

Allergenio_Andrea Casadio e la sua Famiglia

Allergenio_Andrea Casadio e la sua Famiglia

 

Chi sono i principali interessati al vostro servizio?

Principalmente sono gli operatori del settore alimentare: operatori della ristorazione in generale ma anche pasticcerie, gelaterie. AllerGenio è un mezzo in grado di fornire a 360° tutte le corrette informazioni a chi somministra qualunque tipo di alimento.

 

Chi è alla base del vostro progetto?

I primi a sostenere AllerGenio siamo stati io e mia moglie Alessandra. Siamo i due soci fondatori e siamo i maggiori finanziatori. Siamo stati i primi a crederci, talmente tanto che io, da oltre 3 anni, mi occupo esclusivamente di sviluppare e diffondere il progetto.

 



 

Come mai avete scelto di realizzare un’app?

Abbiamo ritenuto che uno strumento tecnologico come un’app fosse l’unica condizione sine qua non per poter avere a disposizione due valori, fondamentali nell’epoca digitale che viviamo oggi: sicurezza e velocità.
Le informazioni sugli alimenti ritenuti allergici sono disponibili in internet: basta collegarsi a un sito internet e comprendere la struttura di un ingrediente. Con AllerGenio, però, la risposta è immediata ed è subito fruibile dal consumatore.
Senza tecnologia si rimane un passo indietro, perché – non dimentichiamolo – oggi il 78% delle persone utilizza quotidianamente uno smartphone. Una persona ha uno o più cellulari personali. Ha sempre in mano il cellulare o comunque lo porta ovunque con sè.

 

 

Chi è il vostro target-business?

Di certo è il ristoratore, anche se il mio interesse primario è la tutela del consumatore.
L’app mette in contatto il consumatore intollerante o allergico, che ha il diritto di essere informato, e il ristoratore, che ha l’obbligo e il dovere di essere trasparente, anche per non incorrere a sanzioni fino a € 24 000.
Ecco perché il pay-off di AllerGenio è “Trasforma un obbligo in un’opportunità”.

 

Dal 2014 a oggi, AllerGenio ha seguito un lungo percorso. Ce lo puoi raccontare?

La collaborazione con il Dipartimento di Scienze della Nutrizione dell’Università di Firenze è un riconoscimento necessario e fondamentale per la validazione dell’idea di business, oltre che per la creazione di quello che è il nostro asset principale: il database alimentare.
La validazione scientifica nasce grazie all’impegno di 6 persone straordinarie e ben 13 mesi di lavoro, realizzato in maniera certosina e unica al mondo: oltre ai 14 allergeni previsti dal Regolamento Europeo, abbiamo identificato oltre 18mila ingredienti e questo è un motivo di grande orgoglio per me e il team che mi ha affiancato.

Un lavoro complesso, che abbiamo reso semplice e fruibile anche attraverso una piattaforma digitale, in cui si possono individuare tutti gli allergeni principali da regolamento come uova, latte, cereali contenenti glutine, frutta da guscio, pesce, crostacei, molluschi, ecc.
Poterli individuare tra migliaia di ingredienti, anche all’interno di un cosiddetto derivato, può realmente salvare la vita di una persona, ciò che purtroppo non è accaduto per Chiara Ribechini, la ragazza morta qualche giorno fa a Pisa a causa di una forte reazione allergica.

 

Quali problematiche riscontri per chi non utilizza AllerGenio?

Il problema principale è che molti ignorano il pericolo che si può nascondere dietro ad una specifica non corretta di un alimento. Se sul menù si scrive “Pesce” senza specificare se sia un mollusco, un crostaceo o un pesce appunto, si commette un gravissimo errore: sono tutti esseri che vivono nell’acqua, è vero, ma ognuno di loro ha delle allergenicità distinte!

Ribadisco: se io (consumatore) soffro di un’allergia ai mitili e ordino una pietanza che sul menù viene indicata erroneamente con la dicitura “Crostaceo”, potrei avere gravi reazioni allergiche.
La legge non ammette ignoranza e noi con AllerGenio ci siamo fatti carico di quell’ignoranza, cercando di riscattarla scientificamente e certi al 100%. Le informazioni che diamo vengono da un software che indica le proprietà del crostaceo, piuttosto che del mollusco o di un pesce in particolare.

 

Cosa vuol dire per te “essere una giovane start-up”?

Posso dire che AllerGenio è una delle poche imprese giovani – pur avendo io 47 anni, la barba e i capelli bianchi – che ha creato il suo percorso formativo entrando all’università e non uscendone.

 

Ultimamente si parla di Novel Food: con l’arrivo di nuovi alimenti e influenze gastronomiche da paesi molto lontani, che stravolgono le nostre abitudini, queste nuove tendenze possono ritenersi nuove sfide per AllerGenio?

Assolutamente sì. La validazione scientifica di AllerGenio da parte dell’Università ci permette, infatti, di tenere sempre alto il livello di attenzione nel settore Food, in continua evoluzione, sia sull’obbligo di legge che su quello dell’innovazione.

 

Allergenio_Andrea Casadio

Allergenio_Andrea Casadio

 

Quali caratteristiche deve avere un buon ristoratore?

Quando presentiamo AllerGenio, poniamo normalmente 3 domande per capire quanto i ristoratori non sono in linea o, ancora peggio, sono a rischio di sanzioni amministrative, che vanno dal civile al penale.

Premesso che la minaccia della multa quasi sempre non sortisce gli effetti sperati, occorre ribadire un concetto molto importante: se in un ristorante viene preparata una ricetta che non è uguale a quella descritta nel menù, si sta mettendo in serio pericolo la salute del cliente allergico. Per fare un esempio pratico: se un ristoratore prepara il pesto con basilico e anacardi piuttosto che con il classico pinolo, perché vuole risparmiare sui costi di prodotto, sta mettendo a rischio la salute di un cliente allergico agli anacardi, il quale non sa che il pesto presente nella pietanza appena ordinata è stato preparato con anacardi anziché con i pinoli, come lui si aspetta.
Il ristoratore, in questo caso, non offre una corretta informazione al suo cliente e rischia un procedimento penale configurabile nella frode commerciale, che prevede l’arresto del titolare del locale, 15 giorni di blocco e chiusura dell’attività, con tutto ciò che ne consegue (dipendenti a casa, niente fatturato, cattiva pubblicità al locale e molto altro).

Vale proprio la pena rischiare così tanto per non pagare la licenza d’uso di un software che ti può tutelare al 100%?

Tra le altre cose, nel caso un nostro cliente venga sanzionato, AllerGenio rende i soldi della licenza. Insomma, se sei sanzionato, vieni rimborsato al 100%: questo perché noi siamo certi della validità del nostro strumento, a patto che il nostro cliente (il ristoratore) in cucina faccia bene il suo dovere, ossia utilizzi gli stessi ingredienti dichiarati nel menù del suo locale.

Tornando alle 3 domande che facciamo per individuare le criticità del nostro potenziale cliente, esse sono le seguenti:
1) Varia spesso il suo menù? La statistica dice che il 97% dei ristoranti variano molto frequentemente il proprio menù.
2) Propone il piatto del giorno? 9 ristoratori su 10 propongono un piatto del giorno o menù a km 0, prodotti di stagione o Bio.
3) Espone solo il cartello dei 14 allergeni principali?

Se le risposte sono tutte “Sì”, non c’è tutela che tenga, se non solo grazie ad AllerGenio.

 



 

Ci puoi svelare un’idea di sviluppo del vostro progetto?

Sempre attraverso la ricerca e l’analisi con l’Università di Firenze e statistiche alla mano, abbiamo verificato che il 20% di persone intolleranti o allergiche effettua ordinazioni limitate al ristorante poiché non riesce a comprendere cosa può o non può consumare.
Attraverso un’applicazione trasparente, si vorrebbe dare al consumatore la possibilità di scegliere, aggiungere o richiedere piatti alternativi, che inevitabilmente portano maggiori introiti a chi li propone. Con IO – così si chiamerà la nostra nuova applicazione per il consumatore – sogniamo di profilare l’intolleranza/allergia dei nostri consumatori e fruitori di AllerGenio a partire dalla fine del 2018, per indicare loro quali piatti mangiare, in quali ristoranti e persino personalizzare il loro menù, il tutto in pochi click.

Essere allergico o intollerante non deve essere un problema o una discriminante!

 

Le attività di AllerGenio comprendono anche la formazione per i lavoratori del settore?

Vorremmo realizzare una Allergens Academy attraverso cui rilasciare riconoscimenti che gli Chef possano inserire nel proprio curriculum. Essere riconosciuto come Cuoco AllergenSafe™ è una garanzia e dà marcia in più nel mondo del lavoro e nella selezione professionale.

 

Sei di Firenze, una città meravigliosa, simbolo rinascimentale della cultura artistica e sociale italiana. C’è un luogo o un cibo che ci vorresti consigliare?

Da 40 anni, con grandissima caparbietà e forza imprenditoriale, portiamo avanti una pasticceria di famiglia: si chiama Silvano e Valentino, che sono lo zio e il papà di mia moglie, i quali hanno, rispettivamente, 82 e 79 anni e sono ancora in piena attività. Da cinque anni, mia moglie propone una Food Experience che ha rivoluzionato l’immagine della pasticceria, unendo la tradizione di una pasticceria storica – è tra le 5 pasticcerie più rinomate di Firenze – all’innovazione.

Andrea ci ha fornito un assist perfetto per un articolo dedicato alla pasticceria di sua moglie: non vediamo l’ora di scoprire – e magari assaggiare – i dolci di Silvano e Valentino.

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