italian food experience loading

Dal set alla cucina: “Nient’altro che la verità” con Ludovica Gargari

31 Mar — 2020   Lettura 4 min
Storie Lazio

Dal set alla cucina: un cambiamento che a molti potrebbe sembrare radicale, tranne che alla protagonista di questa intervista, la giovane attrice e autrice Ludovica Gargari.

Nei panni della piccola Livietta in “Provaci ancora prof!” per ben 12 anni (la serie è andata in onda su Rai 1 dal 2005 al 2017), questa giovane attrice romana, amante della filosofia e della scrittura, sin da piccola ha coltivato una passione smisurata per la cucina e il cibo, tanto da dedicare a questo grande amore un libro che è, insieme, autobiografia e confessione di una ragazza di successo che, a un certo punto della sua vita, ha dovuto sfidare un nemico pericoloso e potente. Non per questo, però, più forte di lei, tanto da uscirne vittoriosa.

Con l’intervista a cuore aperto che stiamo per leggere, conosceremo diversi aspetti della vita di Ludovica, una giovane donna con la sua storia, le sue passioni e le sfide finora vinte.

 

 

Ciao Ludovica, benvenuta su Italian Food Experience. Raccontaci qualcosa di te e di come hai scoperto il mondo del food.

Mi chiamo Ludovica Gargari, ho 22 anni e molti mi definiscono una giovane vecchia per le esperienze che ho fatto, che mi hanno fatta crescere prima degli altri.
Ho cominciato a lavorare da bambina. Nel 2005 ho debuttato in televisione come attrice, cominciando con piccoli ruoli per poi continuare nella serie “Provaci ancora prof!“, in cui – dal 2005 al 2017 – ho interpretato la figlia di Veronica Pivetti ed Enzo De Caro.
Oltre a “Provaci ancora prof”, n quegli anni sono stata impegnata nelle riprese di altre serie tv come Giovanni Falcone Lʼuomo che sfidò cosa nostra, La terza verità, e film per il grande schermo quali “Ex”, “Due imbroglioni e mezzo… 2!”, “Una buona stagione”, con regia di Gianni Lepre.

 

Come sei riuscita a conciliare, così giovane, la tua carriera di attrice a quella di studentessa?

La mia carriera da attrice non mi ha distolto da quella scolastica, anzi: sono sempre stata abituata a dovermi dividere tra i due spazi, la quotidianità e il lavoro, che era per me un “gioco”. Questo mi ha dato la possibilità di ottimizzare i miei tempi, di crescere in un mondo di adulti e capire prima del tempo cosa vogliano dire impegno, costanza e fatica.

Mi sono diplomata al liceo classico, lavorando ancora, mossa da una passione per la letteratura, così mi sono iscritta alla facoltà di Filosofia allʼUniversità La Sapienza di Roma, ma ho interrotto poiché, sin da bambina, nutro una passione smodata per la cucina. Così. una volta finite le riprese della fiction in cui ero coinvolta, ho riflettuto se filosofia fosse effettivamente la mia strada o un ripiego dopo la maturità, capendo che non lo era. In quegli anni avevo proprio cominciato a interessarmi al cibo, non solo alla cucina, quindi decisi di dedicargli tutta la mia vita.

In cucina con Ludovica Garagari

In cucina con Ludovica Garagari

 

E così hai scoperto la tua strada…

Volevo sapere tutto. Cominciai così il mio percorso alla scuola di cucina di Gualtiero Marchesi, Alma. Dopo il corso, ho seguito subito uno stage dallo Chef Antonio Guida (2 stelle Michelin).

Nel 2019 sono riuscita a dare un filo conduttore a questo percorso attraverso la pubblicazione del mio primo libro, “Nient’altro che la verità”, uscito il 14 settembre scorso. Edito da New Book Edizioni, il libro è disponibile in tutte le librerie e negli e-store Mondadori, Feltrinelli, Ibs e Amazon.
Con “Nient’altro che la verità”, la mia infanzia, la passione per la scrittura e il cibo trovano finalmente la loro unione. 

 

Insomma, sei un volto noto in tv e ormai anche nel settore editoriale, grazie al tuo libro. Cosa ti ha spinto a scrivere la tua autobiografia?

 Inizialmente era il mio diario segreto, attraverso cui riuscivo a dare una forma al mio passato e presente, in tutte le sue sfumature. Con il tempo ho capito che avrei potuto aiutare tutte le persone che, come me, avevano passato dei momenti del genere: volevo abbracciarle con le parole. Sapevo che una parola in più avrebbe potuto fare la differenza. Ho scritto il libro “Nient’altro che la verità” perché ci tenevo a mostrare la parte più vera di me, fragile ma anche forte, un aspetto che sui social e in tv è difficile forse da mostrare.

 

Come è nata la tua passione per la cucina?

 È una storia complessa, di amore e odio e viceversa. Ma non avrei potuto fare a meno né dell’uno e né dell’altro. Ho sempre amato cucinare, con mia mamma, con mia nonna…

Il vero punto di svolta, in realtà, è stato quando, a 14 anni, mi fu diagnosticato uno squilibrio dovuto agli zuccheri. Cominciai a vedere quindi tutto il cibo come dannoso, un nemico. Seguì un periodo di anoressia, da cui sono uscita completamente grazie all’aiuto di una dottoressa che mi fece riscoprire il cibo in chiave amica. E sostituii le regole negative che avevo in testa con regole sane. Il cibo divenne così un alleato pieno di cose da scoprire. Mi ci dedicai completamente anche durante gli studi universitari. Scelsi filosofia subito dopo il liceo perché amavo scrivere e leggere e avevo bisogno di una facoltà che mi permettesse di non frequentare e continuare a lavorare sui set. Quando, però, smisi di recitare capii che la cucina e il cibo rappresentavano il fil rouge della mia vita.

“Nient’altro che la verità”, libro di Ludovica Garagari

 

Quasi sicuramente quest’anno passeremo la festa di Pasqua a casa. Da amante della cucina cosa preparerai? Si accettano consigli su un buon menù alla portata di tutti.

 Sicuramente sulla nostra tavola non mancherà una pizza rustica o uno strudel di verdure; preparerò la pasta fresca (dei tortelli con una forma paffuta), costolette di agnello ma non allo scottadito, ma con lo Jus ( che è una salsa tipo glassa fatta con gli scarti della carne). Da buona romana preparerò i carciofi alla romana o alla giudia, vediamo… Come dolce mi cimenterò nella realizzazione di piccole colombe fatte in casa, qualche maritozzo e crema pasticcera per accompagnare.

 

Stiamo vivendo una situazione particolare, chiusi in casa nell’attesa di giorni migliori: nel frattempo, andiamo alla ricerca di varie attività per occupare il tempo. Quale consiglio vuoi dare ai lettori per affrontare al meglio queste giornate che, in alcuni momenti, sembrano non finire mai?

 Ci lamentiamo sempre che non abbiamo tempo, che va tutto sempre di corsa. Invece questo periodo ci insegna a goderci i momenti di quotidianità, e a rivalutare l’importanza degli affetti.

Vi consiglio di sperimentare cose nuove, che fanno stare bene: lo yoga, leggere i libri, cucinare, anche ballare, attività che mette tanta allegria.

 

Tornando a te, quali sono i tuoi progetti futuri?

 È difficile dare una risposta chiara in questa situazione, che non sappiamo quando finirà. Ma una cosa è certa: continuerete a vedermi in cucina alle prese con tante ricette. 

Non voglio perdere assolutamente il rapporto che – tramite la tv, i social, ma soprattutto grazie al libro – si è creato con i miei lettori/seguaci. 

 

 

COMMENTI

Categorie correlate

Esperienze simili

Storie 5 min

La colazione turca, un momento di condivisione e varietà

Continua il viaggio in turchia con Mucahit, il nostro amico turco, che oggi ci racconta delle gustose e variegate colazioni tipiche del posto.
Storie — Basilicata 6 min

Mai più false recensioni con TBoxChain

Intervista al team di TBoxChain, start-up lucana che ha ideato un sistema di certificazione delle recensioni online strutturato su tecnologia blockchain.
Storie — Piemonte 3 min

Il sapore antico e l’arte finissima del cioccolato Venchi

Intervista a G.B Mantelli, direttore commerciale ed anima creativa di Venchi, azienda taliana specializzata nella produzione e vendita di cioccolato e gelato

Regioni correlate

Esperienze simili

Prodotti — Lazio 2 min

Chiacchietegli di Priverno: una rara varietà di broccoletti

I chiacchietegli sono dei broccoletti dal caratteristico colore viola e sono tipici della zona di Priverno, in provincia di Latina. Un prodotto della terra tra i più conosciuti del Presidi Slow Food - Lazio.
Prodotti — Lazio 3 min

Un fiore spinoso e gustoso: il Carciofo Romanesco

Il Carciofo Romanesco. Italian Food Experience vi parla delle proprietà, caratteristiche, benefici, conservazione, ricette e valori nutrizionali di questo ortaggio coltivato prevalentemente nel Lazio.
Storie — Basilicata 3 min

Marmellando, il brand italiano esempio di impresa agroalimentare agile

Intervista a Carola Guarino, co-founder di Marmellando, brand che produce gustose confetture, gelatine, marmellate e composte con abbinamenti originali.

Da non perdere

Storie — Basilicata

Pasta di Stigliano, eccellenza lucana del gusto

Intervista a Mimmo Balsano, titolare di “Pasta di Stigliano”, pastificio artigianale lucano che utilizza solo grani locali e strizza l’occhio alla tradizione locale.

Per rimanere sempre aggiornato sulle ultime novità di Italian Food Experience.

it Italiano
X