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Il mondo di Closette visto da Federica Micoli

21 dic — 2018   Lettura 8 min
Storie

La forza delle esperienze, belle e brutte, che ognuno di noi fa durante questo percorso chiamato vita, ci porta a fare delle scelte importanti, che possono riguardare non solo noi ma anche le persone che ci sono vicine. La storia di Federica Micoli, conosciuta sul web come Closette, ci insegna che dal dolore possono sbocciare esperienze piene di vita e idee condivise con migliaia di persone sul web.

Un’esperienza, quella di Federica, fatta di viaggi, cibo, soddisfazioni lavorative ma anche di grandi perdite e cadute da cui, prontamente, lei si è rialzata partendo con ancora più vigore e gioia di condividere – con la sua community – il suo percorso verso il successo.

Per conoscere meglio la storia di Closette, abbiamo intervistato Federica. Sedetevi e prendetevi qualche minuto per scoprire la sua storia: potrebbe ispirarvi per nuove idee o farvi venire voglia di dedicare nuovo entusiasmo ai progetti che avete accantonato.

Federica Micoli, conosciuta sul web come Closette

Federica Micoli, conosciuta sul web come Closette

 

 

Ciao Federica, benvenuta su Italian Food Experience. Puoi descriverci la tua attività?

Ho lavorato per 12 anni nel mondo della moda, occupandomi del settore commerciale: nello specifico, ero Responsabile del mercato estero dell’azienda per cui lavoravo. Per vari motivi, un giorno casualmente mi sono ritrovata a dovermi inventare un lavoro. Ho deciso, quindi, di creare il blog, inizialmente per passione e divertimento, per poi diventare un diario dove raccontare i miei viaggi e tutte le mie esperienze di vita: dai ristoranti che provavo alle selezioni di moda che facevo. Scrivere sul blog era diventato un divertente passatempo. Quando ho lasciato definitivamente il vecchio lavoro, ho cominciato a fare consulenze e poi, pian piano, il blog è cresciuto fino a diventare un lavoro a tutti gli effetti.
È così che è iniziata la mia carriera imprenditoriale; ho cominciato con delle piccole consulenze, sempre nel mondo commerciale e della comunicazione e poi, nel giro di pochi anni, il blog è cresciuto diventando il mio lavoro principale.



 

Chi è Federica Micoli?

Mi definisco “viaggiatrice nell’anima”: infatti, ho sempre avuto le idee chiare su cosa volessi fare nella vita, il mio sogno è sempre stato quello di viaggiare. Ho conseguito la laurea in Lingue e civiltà orientali e la stesura della tesi sperimentale mi ha dato la possibilità di vivere tre mesi a Tokyo.
Sin da piccola ho sempre voluto viaggiare e lavorare nel campo della moda. E devo dire che ci sono riuscita: subito dopo la laurea, infatti, ho trovato lavoro a Milano nel campo della moda e ho viaggiato molto, visitando la Russia e il Medio Oriente. Tirando le somme, nel giro di 11 anni ho costruito un bagaglio ricco di viaggi ed esperienze in giro per il mondo.

Ho una mente molto aperta e, soprattutto, sono una “perfetta organizzatrice”: molte mie amiche mi dicono che sono affetta dalla sindrome dell’organizzazione precoce perché sono abituata a organizzare tutto e ad avere tutto sotto controllo. Il mio computer è ricco di file excel: posso dire che io ed excel viviamo in simbiosi. Programmo tutto, dal piano editoriale alla mia agenda.

Il mio blog è costituito da molti collaboratori, alcuni dei quali sono con me da quando ho iniziato, mentre altri si sono aggregati nel tempo: il famoso “Team Closette”, infatti, inizialmente era composto da persone che collaboravano al blog per divertimento e passione. Alcune di quelle persone hanno continuato a seguirmi in questo percorso; dell’attuale team, ad esempio, fa parte una ragazza italiana che scrive dal Canada: è una food blogger e ha una sua rubrica sul mio blog nel quale, ormai dal 2014, pubblica una sua ricetta ogni mese. Ci sono ragazze che scrivono di Beauty, un’altra che scrive articoli di nutrizione e sport. Insomma, siamo un vero e proprio team.

Nel tempo, questo lavoro mi ha portato a collaborare molto con le aziende, soprattutto come Ambassador.

Perché il tuo blog si chiama “Closette”?

L’idea iniziale era di un guardaroba all’interno del quale trovi tutto: dai viaggi alla moda, al food alle mie esperienze ai miei racconti. In realtà, non vuol dire nulla: è un nome in francese che deriva dalla parola inglese closet, ossia guardaroba. Dato che la parola closet era un po’ anonima, ho pensato di darle un tocco di francese e, dato che mia nonna era francese, ho coniato il termine “closette”.

 

Insomma, sei una blogger a 360°: parli di cibo, salute, viaggi ecc. Raccontaci brevemente del tuo blog.

Il mio blog lo definisco un life-style, perché racchiude tutto il mio mondo: dalla passione della moda al buon cibo, i viaggi, le nuove tendenze. Infatti, do molti consigli di shopping anche attraverso dei video tutorial. Il blog è cresciuto nel tempo, soprattutto con l’avvento dei social. Quando ho iniziato a pubblicare su Instagram, per esempio, gli utenti non erano tantissimi come lo sono oggi, però posso affermare che, nonostante io scriva tutti i giorni sul blog, la maggior parte delle interazioni si è spostata su Instagram.

 

Chi ti ha supportato in questa avventura da blogger?

Inizialmente il blog è nato con la collaborazione di mia madre, che mi ha supportata in questa avventura. Con il crescere del blog si è creata una solida community: a un certo punto, ho iniziato a voler creare un forum, anche se poi ho abbandonato questa idea perché altrimenti sarebbe diventato un secondo lavoro. Ho creato, quindi, uno spazio in cui pubblicare contenuti tutti i giorni, chiamato Team Closette: si tratta di una community molto forte, attraverso cui coinvolgo gli utenti su ogni singolo progetto. In questo periodo, per esempio, sto lavorando con Carrefour e tutti gli utenti della community mi aiutano, essendo coinvolti attivamente al 100%.

Lavorando con le aziende, ho capito che le persone che mi seguono credono molto in me, perciò è fondamentale per me selezionare le aziende per cui collaboro. Da questa riflessione è nata l’idea di diventare Ambassador per molte aziende; o meglio, mi definisco la loro “portavoce”.

A livello tecnico-logistico, ho una consulente che è una growth hacker, fornisce una consulenza da un punto di vista della strategia e collabora con me da luglio 2017; c’è Beatrice Alonzi, direttore esecutivo del Teatro Stabile di Roma; poi c’è una ragazza che si occupa di tutta la parte grafica e una ragazza che si occupa di gestione e sicurezza del sito web mentre, per quanto riguarda foto e video maker, ci sono 2-3 fotografi e una video maker che si occupano della parte produzione di materiale e contenuti. Molte foto sul blog in cui compaio io sono scattate da fotografi, altrimenti sono scattate da me.

A me piace molto proporre progetti alle aziende e studiarli con il mio team.



 

Condividere è aprirsi al mondo e farsi conoscere. Cosa vuoi trasmettere alle persone che ti seguono?

Vorrei trasmettere un messaggio di positività, dato che ho attraversato un momento difficile lo scorso anno: ho perso la mia prima collaboratrice del blog, la mia mamma. È con lei che ho fondato il blog e, quando è successo, ho deciso di chiudere il blog e mollare tutto, ma poi mi sono resa conto che le persone che mi seguivano continuavano a scrivermi, mi hanno incoraggiata a continuare a coltivare questa passione. Ritornando a scrivere, mi sono resa conto che in realtà non volevo mollare il blog e ho scoperto di essere di aiuto a molta gente. È stato un percorso in cui ho raccontato il mio modo di tornare a scrivere, dando forza a molta gente e scoprendo che, anche in un momento così terribile, si può trovare la forza di andare avanti. Per tale motivo, voglio trasmettere positività, perché si può cascare mille volte ma ci si deve rialzare altrettante volte. Infatti, molti mi scrivono:

“Leggere i tuoi post è il buon giorno del mattino che ti fa alzare dal letto e ti fa pensare. Sai che c’è? Qualsiasi cosa accade, sono più forte io”.

Ancora oggi ricevo email di persone che stanno vivendo situazioni simili e affermano che vanno sul mio profilo per trovare la forza pensando che “se ci è riuscita lei, devo riuscirci anche io”: questo, per me, è importante perché sapere di poter aiutare qualcuno mi sprona ad andare avanti.

Hai viaggiato molto: quale luogo ti è piaciuto particolarmente? Ci racconti un aneddoto?

Il Giappone mi ha lasciato un segno profondo: ho vissuto per tre mesi con una famiglia tradizionale, ho capito che è un paese dalla mentalità completamente opposta e molto lontana dalla nostra. È una realtà affascinante e potrei definire il Giappone il paese delle contraddizioni: trovi il mega grattacielo e poi, di fianco, ti passa la signora col kimono. L’attaccamento alla tradizione è qualcosa che percepisci e tocchi con mano; la gentilezza dei giapponesi, poi, è qualcosa di indescrivibile.

Vi racconto questo aneddoto: un giorno, passeggiando, mi sono persa. Ho chiesto indicazioni ad una persona che non si è limitata a darmi indicazioni ma mi ha accompagnata alla mia destinazione. Insomma, sono proprio la gentilezza e la disponibilità dei giapponesi che porto ancora nel mio cuore.

Un altro paese che mi ha colpito è sicuramente la Russia, con il suo fascino particolare. È stata molto dura, poiché ho passato 12 giorni in Siberia per lavoro ma lì, con mio sommo stupore, ho scoperto che i russi sembrano apparentemente freddi e invece, se si affezionano, diventano tuoi amici per sempre. Posso dirvi che anche la Russia mi ha segnata: un pezzo di cuore è anche lì.

Un altro paese che mi è entrato nel cuore per la sua popolazione è il Madagascar.

Insomma, tre posti totalmente diversi – in Africa, est Europa e Asia – ma tutti profondi e bellissimi.

 

Nella sezione “Eating” del tuo blog ci sono tante ricette deliziose. Qual è il piatto che più ti rappresenta?

Sia Eating che La Petite Casserole sono di una food blogger toscana che vive a Montréal, selezionata da me nel 2014. Ogni mese, lei studia una ricetta esclusivamente per il blog che, insieme, poi valutiamo.
In realtà, io le do degli input, ad esempio le dico “Questo mese vorrei proporre un antipasto” e lei lo realizza.

Un piatto che mi rappresenta è il dolce di Natale che abbiamo proposto l’anno scorso e che ho voluto riproporre anche quest’anno, poiché è piaciuto moltissimo a tutti: si tratta del Plum-cake con frutta secca e marsala. Quando l’ho degustato, mi ha conquistata: è buonissimo!

Plum-cake con frutta secca e marsala

Plum-cake con frutta secca e marsala

 

Sei molto attenta al buon cibo e al benessere fisico e mentale: questo approccio come e quanto influenza la tua vita quotidiana?

Sono contraria alle diete dimagranti, soprattutto quelle che definisco “mode del momento”, ossia le diete del momento, le pasticche del momento, le bibite del momento. Star bene, per me, significa fare costantemente sport, mangiar sano e concedersi pure qualche sfizio.
Sono una che ama bere, adoro il vino e le bollicine, ma anche cioccolata e tanto altro, per cui seguo la mia regola, cioè un’attenta e sana alimentazione durante la settimana: infatti, se posso, mangio più sano possibile senza sgarrare e fare tanto sport, pratico crossfit e poi, quando voglio, che sia un sabato o una cena, senza sacrificarmi mangio quello di cui ho voglia, preparando una buona ricetta, un buon dolce, un buon vino. Questo, per me, è il concetto di vivere sani. Come si può vedere nel blog, infatti, c’è anche una nutrizionista, specializzata in nutrizione sportiva, che dà consigli sul mangiar sano.

Per me è importante mangiare sano senza fare grandi sacrifici!

 

Restando in Italia, quale luogo e quale piatto ti ricordano le tue origini?

Sono di Latina, però adoro la Toscana e Siena. Siena è la città di mia mamma e dei miei nonni, e un piatto che mi ricorda questi luoghi sono i crostini alla milza preparati da mia madre: sono proprio tipici toscani. Il mio piatto preferito deriva dalla città che mi ha adottata ed è il risotto alla milanese. In tutta onestà, devo ammettere che le città del cuore sono Siena e Milano.

 

Quali sono i tuoi progetti futuri?

Mi aspetta un anno molto impegnativo: ho firmato diversi contratti con varie aziende per cui sarò loro Ambassador; a tal proposito, verrà coinvolta di sicuro tutta la community di Closette.
In cantiere, c’è anche la realizzazione di un libro. L’idea è nata proprio dalla mia community: mia madre aveva delle ricette poste sui vecchi quaderni ingialliti e, qualche anno fa, le ha raccolte e messe in un unico raccoglitore, nominato Rubino, che deriva dal cognome di mia nonna. Il Rubino è ricco di ricette e consigli di famiglia. Di questo prezioso materiale, mia madre stampò due copie, uno per me e l’altro per mia sorella.
La mia idea è quella di raccontare in un libro il mio percorso: dal blog nato proprio con la mia mamma, poi la sua perdita, il dolore, la forza di ricominciare e superare il momento difficili, includendo degli stralci di ricette prese dal Rubino.
Attraverso un post, ho parlato del Rubino, ho chiesto alla community come utilizzarlo ed è stata loro l’idea di creare un libro.

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