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Gambrinus, il più importante caffè di Napoli

27 Giu — 2019   Lettura 3 min
Storie Campania

Il Gran Caffè Gambrinus ha una storia intensa, proprio come il caffè.

Inizialmente chiamato “Gran Caffè”, fu poi ribattezzato “Gran Caffè Gambrinus”, in nome del leggendario re delle Fiandre inventore della birra. L’intenzione era quella di riassumere, nell’immaginario collettivo, l’unione delle due più famose bevande d’Europa: la birra – così nordica, bionda e fredda – e il caffè – scuro, bollente, dal caldo piacere tipicamente napoletano.

Negli anni, il bar ha subìto notevoli cambiamenti dettati per lo più da avvenimenti storici e culturali, e il suo massimo periodo di fama giunge agli inizi del Novecento, quando diviene luogo unico e storico della città di Napoli.

Anche il design, che da sempre rende questo luogo chic e particolare, è stato oggetto di numerose modifiche, con l’intervento di professionisti che hanno saputo valorizzare gli spazi del Gambrinus, soprattutto l’interno della sala, impreziosita da opere d’arte che rendono il bar ancora più importante.

Il Gran Caffè Gambrinus ha rappresentato – e tuttora rappresenta – il cuore della vita mondana, culturale e letteraria della città di Napoli: re, regine, politici, giornalisti, letterati e artisti di fama internazionale lo hanno eletto a luogo di incontro dove discutere di filosofia, politica e fatti della vita e dove scrivere versi, come nella migliore tradizione europea del caffè letterario.

Chiuso durante il periodo fascista, fu così lasciato in decadenza fino agli anni ‘60.
Nel 1973, l’imprenditore napoletano Michele Sergio, una volta rilevata la gestione del Gambrinus, dà inizio alla battaglia per recuperare i locali del Caffè.
Grazie al lavoro minuzioso di restauro degli antichi stucchi e di recupero dei pregevoli affreschi, il Gran Caffè Gambrinus rinasce a nuovo splendore, grazie anche al lavoro svolto da Arturo, figlio di Michele, con la preziosa collaborazione della Provincia di Napoli e della Soprintendenza.

Abbiamo intervistato Michele Sergio – che ha affiancato il padre Arturo nella conduzione dell’antico Caffè – che si occupa anche di promuove la cultura del Caffè Napoletano attraverso articoli , libri e video per riscoprire il piacere di antiche usanze come quella del caffè sospeso .

 

Il Gran Caffè Gambrinus a Napoli

Il Gran Caffè Gambrinus a Napoli

Gentile Michele, benvenuto su Italian Food Experience. Come nasce il Caffè Gambrinus?

Il Gambrinus nasce nel 1860 per volontà di un imprenditore napoletano, Vincenzo Apuzzo, il cui sogno era quello di far diventare il suo locale il più importante della neonata Italia e ci riuscì poiché divenne fornitore ufficiale della Real casa. Dopo Apuzzo , Mariano Vacca, brillante imprenditore, nel 1890 rilevò i locali e chiamò il grande Architetto Antonio Curri (celebre per aver realizzato la Galleria Umberto, nel cuore di Napoli) realizzando così un gioiello di arte Liberty con specchi, divani rossi e gli oltre 40 dipinti di artisti della scuola di Posillipo. Fu proprio durante la Belle Epoque che il Gambrinus ospitò le più grandi menti del periodo: letterati, artisti, musicisti e finanche la Principessa Sissi, che venne qui a provare il famoso gelato alla violetta.

 

La vostra è una delle più antiche aziende italiane. Cosa è rimasto immutato? Qual è la più recente innovazione apportata nella vostra azienda?

Tutto è rimasto così com’era nel 1890, anche grazie alle tutele che lo Stato e il Ministero dei Beni Culturali hanno promosso in favore di questo antico Caffè, È sempre più difficile, con il passare del tempo, coniugare la tradizione con l’innovazione ma, grazie alle ricette tramandate negli anni, il Gambrinus è ancora custode dell’arte pasticcera e caffettiera napoletana.  Di recente le maestranze del Gambrinus hanno proposto nuove ricette: i pasticceri hanno realizzato il dolce Vesuvio, un mix dei tre dolci classici napoletani – sfogliatella, pastiera e babà – che ha subito conquistato turisti e napoletani, anche quelli più esigenti.

 

 

Gambrinus è considerato il top della caffetteria napoletana: quali sono le caratteristiche che lo rendono unico?

In primo luogo il rispetto della ricetta del caffè tramandata nei secoli fin dai tempi della Regina Maria Carolina, sposa del nostro Ferdinando di Borbone, che volle il caffè alla corte partenopea. Accanto alla classica “tazzulella e cafè” si sono affiancati, negli ultimi decenni, i cosiddetti caffè gourmet, ricette originali e ricercate (dal caffè nocciola al caffè pistacchio, dal caffè brasiliano al caffè barbajata, preferito da Gioacchino Rossini).

Caffè Gambrinus ha da sempre ospitato molti personaggi illustri: cantanti, attori, poeti e persino la principessa Sissi. Quali sono i personaggi importanti che, ancora oggi, vengono a trovarvi?

Il Gambrinus è l’ultimo salotto culturale del capoluogo campano e come tale funge da catalizzatore sociale: Maurizio De Giovanni ed Elena Ferrante, per fare due nomi, sono ospiti del nostro locale.

 

 

Oltre al caffè, offrite una vasta gamma di prodotti, soprattutto i dolci tipici di Napoli. Qual è il prodotto più richiesto dai vostri clienti stranieri?

Senza dubbio la sfogliatella. Non dimentichiamo sua maestà il Babà che, pur non avendo origini napoletane ma polacche, è entrato a pieno titolo nella lista dei prodotti più richiesti dai nostri clienti. Non dimentichiamo la pastiera, il dolce più preparato dalle casalinghe napoletane che, in origine, veniva preparato dalle monache: oggi le pasticcerie napoletane sfornano questa torta tutti i giorni e non solo a Pasqua, come vuole la tradizione.

 

                                                                                           

Quali sono i vostri progetti futuri?

Promuovere e diffondere la cultura del caffè e della pasticceria napoletana in tutto il mondo.

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