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Con Enza Milazzo alla scoperta del Fico d’India DOP siciliano

12 set — 2018   Lettura 4 min
Storie Sicilia

La suggestiva vallata Cimia, ai piedi del Monte Formaggio, in Sicilia, è caratterizzata da straordinari ficodindieti, rigogliosi frutteti e boschi di querce, pini ed eucalipti. Quest’area, a pochi chilometri dal comune di San Cono (piccolo e laborioso centro in Provincia di Catania, al confine con le province di Enna e Caltanissetta), è famosa per la coltivazione del Fico d’India di San Cono DOP

Enza Milazzo, titolare dell'azienda agricola RaMì

Enza Milazzo, titolare dell’azienda agricola RaMì.

In questo meraviglioso contesto, nel 2010 nasce l’Azienda Agricola RaMìdella signora Enza Milazzo e del marito Francesco.

La sua storia però, ha origini più antiche rispetto all’anno di fondazione dell’azienda: già negli anni ‘70 la famiglia Milazzo aveva deciso di abbandonare le classiche coltivazioni di cereali e leguminose per impiantare fichi d’India  di alta qualità e dedicarsi ad una frutticoltura di eccellenza. Una realtà imprenditoriale, quella dei Milazzo, che ancora oggi fa dell’esperienza familiare e dell’antica cultura contadina, tramandata da padre in figlio, il proprio punto di forza.

Un’azienda caratterizzata da amore e dedizione nei confronti della terra e soprattutto del fico d’India.

Abbiamo intervistato Enza Milazzo per conoscere meglio la coltivazione e la vendita del fico d’India di San Cono DOP, un frutto che possiede molte proprietà benefiche e, forse, ancora troppo sottovalutato.

Salve Enza, ci racconta brevemente la sua storia?

La mia storia imprenditoriale inizia molto presto: sono cresciuta in una famiglia dove l’agricoltura è sempre stata parte integrante della nostra vita. Sin da piccola, la mia quotidianità si svolge fra i campi, prima seguendo mio padre che – con passione e dedizione – coltivava il ficodindia, avviando la sua attività negli anni ‘70. Attività che, ancora oggi, è il nostro orgoglio: mio padre, infatti, è stato il primo a San Cono a realizzare una piantagione di ficodindia per la commercializzazione ed è stato proprio lui a trasmettermi la sua stessa passione. Per tali motivi, ho deciso di fare l’imprenditrice, grazie anche all’appoggio di mio marito, con il quale abbiamo ingrandito l’azienda.

Cassette di fico d'India San Cono DOP

 

Ha abbandonato la coltivazione di cereali per dedicarsi alla coltivazioni dei fichi d’India: perché questa scelta?

La scelta è nata da un’intuizione di mio padre che si è rivelata lungimirante, soprattutto alla fine degli anni ‘90, periodo in cui l’orticoltura non rendeva come si sperava, a differenza del ficodindia che continuava a dare tante soddisfazioni commerciali.

 

Quali caratteristiche contraddistingue il fico d’India San Cono DOP che voi coltivate?

Il ficodindia DOP di San Cono si contraddistingue per un’alta qualità in dolcezza, croccantezza e pezzatura.

Vendete il prodotto per il consumo fresco o anche alle aziende di trasformazione e/o cosmetica? In che  percentuale?

Vendiamo sia per il consumo fresco che per aziende di trasformazione. Riassumendo in percentuali, possiamo dire che il 90% del prodotto viene venduto per il consumo diretto; il restante 10% per la sua trasformazione.

 

Vendete il prodotto anche all’estero?

Sì, vendiamo all’estero, soprattutto in mercati del nord Europa come Belgio (soprattutto nell’area di Bruxelles) e Francia (Parigi e Lille su tutte); inoltre, abbiamo ricevuto diverse richieste da altri paesi come l’Inghilterra e  Spagna .

Sicuramente il mercato del ficodindia è in crescita, grazie a una maggiore conoscenza di questo frutto da parte di mercati che, fino a qualche decennio fa, non lo conoscevano e che invece oggi ne apprezzano le qualità.

Sappiamo che i cladodi, ossia le pale della pianta di fico d’India, si utilizzano in cucina e in cosmesi. Oltre al frutto, voi vendete anche le pale? E come le confezionate?

Attualmente non vendiamo i cladodi ma non escludiamo questa possibilità.

L’azienda RaMì è famosa per la produzione del fico d’India San Cono DOP: oltre a questo frutto, coltivate altri prodotti? Quali?

Sì, coltiviamo albicocche primizie e olio extravergine.

 

Per coltivare un prodotto DOP è necessario seguire procedure speciali e specifiche. Ci spiega quelle riferite alla vostra varietà di fico d’India?

Certo! Per ottenere un prodotto d’eccellenza noi facciamo riferimento al disciplinare del DOP di San Cono , che illustra le modalità in cui il prodotto va coltivato e trattato.

 

Per quanto riguarda la comunicazione, quali sono le vostre strategie online e offline?

Noi abbiamo realizzato un sito internet dove presentiamo la nostra azienda e le nostre attività. Essendo presenti sul mercato del ficodindia da decenni, siamo comunque molto conosciuti nel settore.

 

Quali sono i progetti futuri?

I nostri progetti futuri sono legati alla trasformazione dei nostri prodotti e alla realizzazione di un agriturismo per ospitare gli amanti della natura.

 

La vallata di Cimia è una località dedita ad un turismo di nicchia quali attrattive ci può suggerire di vedere o assaggiare?

A pochi chilometri dalla nostra azienda vi sono due siti archeologici, uno sul  Monte Bubbonia e uno in contrada Sophiana, oltre a un bosco meraviglioso dove si possono fare bellissime passeggiato; inoltre, in zona sono presenti diversi punti di ristoro dove è possibile allietare il palato con la buona cucina tipica, che propone i sapori più antichi della tradizione enogastronomica locale.

 

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