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Fico d’India, il frutto simbolo dell’estate e succoso cibo mediterraneo

20 ago — 2018   Lettura 4 min
Prodotti Sicilia

Ci sono piante e prodotti le cui storie affascinano non solo gli appassionati di enogastronomia ma anche coloro che amano racconti di viaggi e avvenimenti curiosi. Uno di questi prodotti è di sicuro il fico d’India, una pianta molto antica la cui provenienza non è così scontata come sembra: a dispetto del nome, infatti, il fico d’India è una pianta originaria del Messico e dell’America Centrale, diffusasi poi in tutto il bacino del Mediterraneo e nelle zone temperate di Africa, Asia e Oceania.

 

sx. Panoramica del mar Mediterraneo e i fichi d’India by My Personal Trainer , dx. La pianta del fico d’India by Eat Italy News

 

Le origini del fico d’India

Le origini del fico d’India risalgono al periodo degli Atzechi: l’antica civiltà precolombiana considerava questa pianta come il proprio simbolo. È con Cristoforo Colombo, comunque, che la pianta ha assunto il nome  di fico d’India: tutti sappiamo che, al suo approdo sulle coste americane, il navigatore genovese credeva di trovarsi nelle Indie. L’arrivo in Europa del frutto lo si deve agli spagnoli che, verso la metà del 1500, portarono con loro il fico d’India nel Vecchio Continente: qui la pianta trovò condizioni ambientali ottimali, diffondendosi velocemente tanto da divenire uno degli elementi più comuni del paesaggio.

 

Caratteristiche del fico d’India

Il fico d’India è di facile coltivazione, si adatta facilmente ai climi caldi, come quello del Mediterraneo, ed è poco esigente di cure. Prezioso è il frutto, che poggia su un fusto composto di grandi e robuste piante grasse, chiamate cladodi, comunemente dette pale.

Tipici nei mesi estivi, i frutti del fico d’India sono delle bacche ovoidali con la superficie ricoperta da piccole spine che proteggono una polpa dal sapore unico e inconfondibile. Fate bene attenzione alle spine, però: sia il frutto che le pale ne sono interamente ricoperti ed è necessario indossare dei guanti durante la raccolta e la pulitura del frutto.

Sia la buccia che la polpa hanno un colore variabile dal giallo al rosso sanguigno. Predominanti tre colori: arancione, verde molto chiaro e fucsia intenso, che è anche il più dolce tra i tre.

Il frutto è succoso e ricco di semi, dal sapore dolciastro e leggermente acido. Si mangiano come frutto da tavola e in molte regioni d’Italia rappresentano un alimento dissetante. Tuttavia, sono molteplici gli usi che se ne fanno: vengono essiccati, si fanno conserve, marmellate, succhi ecc.

 

La scozzolatura dei Fichi d’India dell’Etna by Consorzio Euroagrumi del 13 set 2011

 

Proprietà benefiche

Straordinarie sono le proprietà benefiche del fico d’India: la succosa e carnosa polpa, molto ricca di acqua, contiene zuccheri, vitamine e sostanze minerali. Il frutto è ricco soprattutto di vitamina C e minerali quali potassio e magnesio. Contiene, inoltre, molte fibre, che aumentano il senso di sazietà per cui il consumo è fortemente consigliato come spuntino per chi è a dieta e vuole perdere i chili di troppo.

I principali effetti benefici del fico d’India sul nostro organismo sono i seguenti:

  • migliora le funzioni intestinali e dunque contrasta il problema della stitichezza);
  • previene la formazione di gastriti e ulcere;
  • ripristina la flora batterica ed evita anche il pericolo delle emorroidi;
  • favorisce la diuresi;
  • riduce il rischio di calcoli renali e, in alcuni casi, favorisce addirittura l’eliminazione di quelli già presenti;
  • combatte i radicali liberi e l’invecchiamento cellulare poiché ricchissimo di antiossidanti;
  • è poco calorico (100 grammi apportano al nostro organismo circa 50 calorie);
  • riduce l’assorbimento degli zuccheri e dei grassi;
  • è un anti-cellulite naturale, in quanto agisce sulla ritenzione idrica;
  • è anti-infiammatorio;
  • è idratante;
  • ha proprietà cicatrizzanti;
  • è utile a combattere il colesterolo.

Secondo recenti studi, inoltre, i flavonoidi contenuti nei fichi d’India sono utili anche per proteggere il cervello e rinforzare la memoria. Si stanno ancora studiando i loro effetti su importanti patologie degenerative come l’Alzheimer.




 

Effetti collaterali

È sconsigliato consumare fichi d’India a chi soffre di diverticoli: i piccoli semini di cui sono composti questi frutti, infatti, potrebbero depositarsi nelle anse intestinali creando una forte infiammazione.

Questo frutto va anche evitato quando si è affetti da colite ed è sconsigliato anche in gravidanza, durante l’allattamento e ai bambini sotto i 3 anni per via della presenza di taurina, che svolge importanti funzioni cellulari e compete con l’assimilazione del calcio, il minerale indispensabile sia per il corretto sviluppo embrionale che per la produzione del latte materno.

 

Il fico d’India in epoca moderna

Rispetto alla vegetazione tipica delle regioni del sud come la Sicilia, la Calabria e la Puglia – zone in cui cresce rigoglioso e anche spontaneo – il fico d’India è una pianta facilmente riconoscibile dalla sua ampia e caratteristica struttura.

La Sicilia è la prima, tra le regioni italiane, per numero di coltivazioni e varietà di frutto di fichi d’India. L’isola vanta due riconoscimenti DOP: il Ficodindia del Cono DOP, conosciuto anche come fico di Barberia, e il Ficodindia dell’Etna DOP.

 

sx. Fico d’India dell’Etna DOP by Qualigeo , dx. Fico d’India del Cono DOP by Alice.tv

 

Curiosità sul fico d’India

Anche le pale dei fichi d’India hanno molteplici proprietà benefiche e vengono utilizzate sia in cucina che nella cosmesi: esse, infatti, hanno proprietà simili a quelle dell’aloe e anche il modo di utilizzarle è molto simile. Come l’aloe, la parte interna delle pale di fico d’India è composta da gel. Nonostante le eccellenti proprietà, devono comunque essere utilizzate con cautela in quanto possono impedire l’assorbimento di farmaci e creare problemi di eccessivi e improvvisi cali glicemici.

Come cosmetico, invece, il succo/gel estratto dalle pale è utilizzato come cicatrizzante e disinfettante, utile dunque per lenire la pelle ustionata o graffiata, gli eritemi o curare i foruncoli.

Da un punto di vista alimentare, il gel fresco apporta effetti benefici vari: per esempio, stimola il sistema immunitario e, in particolare, è una buona fonte di vitamine, in quanto vengono assimilate senza essere perse, come invece avviene con la cottura.

Le pale si possono utilizzare anche in cucina: vanno pulite e cotte, generalmente abbinate a pomodorini freschi per condire delle bruschette, o utilizzate come condimento per le frittate o semplicemente saltate in padella.

Composizione chimica e valore energetico per 100g di frutto
Energia (Kcal) 53
Grassi (g) 0.1
Colesterolo (mg) 0
Carboidrati (g) 13
Zuccheri solubili (g) 13
Fibre Tot (g) 5
Fibra Solubile (g) 0.13
Fibra insolubile (g) 4.87
Proteine (g) 0.8
Acqua (%) 83.2
Potassio (mg) 190
Ferro (mg) 0.9
Fosforo (mg) 25
Calcio (mg) 30
Vitamina A retinolo eq. (μg) 10
Vitamina C (mg) 18

FICO D'INDIA

Composizione chimica e valore energetico per 100g di frutto
Energia (Kcal) 53
Grassi (g) 0.1
Colesterolo (mg) 0
Carboidrati (g) 13
Zuccheri solubili (g) 13
Fibre Tot (g) 5
Fibra Solubile (g) 0.13
Fibra insolubile (g) 4.87
Proteine (g) 0.8
Acqua (%) 83.2
Potassio (mg) 190
Ferro (mg) 0.9
Fosforo (mg) 25
Calcio (mg) 30
Vitamina A retinolo eq. (μg) 10
Vitamina C (mg) 18

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