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Ghost Kitchen, il nuovo concetto di ristorazione nato al tempo del covid-19

11 Mag — 2020   Lettura 2 min
News Lombardia

In questo periodo, molte attività del settore food vivono uno stato di grande incertezza. è pur vero, comunque, che la creatività e la voglia di ripartire di molti imprenditori stanno portando nuove idee e iniziative che lasciano ben sperare in un futuro prossimo fatto di interessanti novità nel nostro settore.

Una di queste è di sicuro rappresentata dal concetto di ghost kitchen: la nuova frontiera della ristorazione, un nuovo modo di consumare cibo a casa con piatti realizzati da importanti chef.

Una grande occasione, insomma, per molti imprenditori della ristorazione che, data l’improvvisa emergenza da covid-19, hanno momentaneamente sospeso le loro attività.

è proprio in questo scenario di “stasi ristorativa” che l’imprenditore milanese Luca Guelfi, andando controcorrente rispetto a ogni previsione e situazione, ha inaugurato – in piena emergenza da covid-19 – il ristorante Via Archimede – Gastronomia di Quartiere, a Milano.

L’evento, già di per sé eccezionale per via del lock down, contiene un ulteriore elemento di unicità: si tratta, infatti, del primo ristorante in italia che sposa in pieno il concetto di ghost kitchen.

Un messaggio forte, quello di Guelfi, che parte proprio da Milano, centro dell’economia italiana, capitale della moda e del design e, purtroppo, una delle città italiane più colpite dal coronavirus.

Cos’è la ghost kitchen e come funziona

A scanso di equivoci, chiariamo subito una cosa: la ghost kitchen non ha niente a che vedere con il soprannaturale. Niente horror né anime in pena fra tavoli e cucine di ristoranti, tranquilli.

Per ghost kitchen si intende un ristorante che cucina e fa solo consegne a domicilio senza avere sala.

Insomma, un’iniziativa che risponde alla crescente richiesta di piatti da asporto da parte delle persone che, non potendo recarsi presso i ristoranti preferiti, in tal modo possono almeno gustare i piatti più buoni dei ristoranti in cui si era soliti andare prima del covid-19.

Dunque, la cucina fantasma (così chiamata perché il cliente non vede la cucina, ma la può “sentire” attraverso il gusto), è il luogo in cui si realizzano piatti superbi con ingredienti freschi.

I piatti vengono ordinati telefonicamente a un addetto della ghost kitchen, per poi essere consegnati a domicilio, osservando in modo rigoroso tutte le misure utili a limitare contatti umani ed eventuali contagi.

Il cliente paga solo a consegna effettuata, in contanti o con POS.

 

Alcune nostre riflessioni

In questo particolare momento storico, l’iniziativa di Luca Guelfi rappresenta, crediamo, un’ode al sentimento di amore, forza e innovazione che l’imprenditore milanese ha voluto dedicare alla sua grande passione: la ristorazione.

Un’iniziativa che, siamo certi, sarà presa a esempio da tanti imprenditori che, costretti a chiudere i propri ristoranti, stanno ripensando la tradizionale idea di fare ristorazione, aggirando così l’incertezza di un futuro che, ne siamo certi, è tutto da riscrivere.

Noi di Italian Food Experience, dal canto nostro, riteniamo che questa nuova forma di business non può che portare vantaggi al nostro paese, sotto diversi aspetti: da quello economico e occupazionale fino a quello sociale.

Pensateci bene: quanto vantaggio potrebbero trarre, dalla ghost kitchen, le relazioni familiari? I componenti delle famiglie che si ritrovano a vivere negli stessi spazi questo assurdo periodo, potrebbero ritrovarsi tutti insieme a gustare e condividere, sulla stessa tavola di casa, piatti eccellenti direttamente preparati da bravissimi chef.

Con l’augurio di una ripresa celere e, soprattutto di un ritorno alla normalità, vi lasciamo con alcuni interrogativi: questa ripartenza cambierà per sempre le nostre abitudini? è forse giunto il momento di spingersi verso nuovi orizzonti e nuovi mestieri?

A voi, tradizionalisti o innovatori che siate, la risposta.

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