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Coronavirus: «Italia protetta» e settore agroalimentare: come andrà a finire?

11 Mar — 2020   Lettura 4 min
News Veneto

«Sono partiti prima della mezzanotte. Nonostante le grida che proibivano di lasciare la città e minacciavano le solite pene severissime, come la confisca delle case e di tutti i patrimoni, furono molti i nobili che fuggirono da Milano per andarsi a rifugiare nei loro possedimenti in campagna».

[Promessi sposi- A. Manzoni] Peste del 1630.

 

Leggendo oggi queste righe del Manzoni, sembra come se il grande scrittore piemontese avesse, in qualche modo, non solo descritto vicende passate ma anche anticipato quello che sarebbe successo in un futuro a lui lontano.

Quel futuro è il nostro presente e le righe del Manzoni dedicate alla peste ci insegnano che la storia spesso si ripete, cambiando all’improvviso la nostra quotidianità.

Il nostro Paese è uno dei più ricchi e industrializzati al mondo: si viaggia in business class, ci sono gli yacht, gli hotel di lusso, ci sono moltissime aziende che – seppur molto tassate- esportano i loro prodotti in tutto il mondo, prodotti divenuti il simbolo di qualità ed eccellenza dell’artigianalità nostrana, elemento caratterizzante del nostro Made in Italy.

Qual è, dunque, la causa dell’epidemia che in queste settimane stiamo vivendo, se le nostre condizioni economiche e sociali sono migliorate rispetto agli anni bui della peste?

Un tempo la causa delle epidemie era attribuibile alle misere condizioni di vita e alle scarse o del tutto inesistenti norme igienico-sanitarie. Sappiamo bene che oggi non è così; eppure il COVID-19, il famigerato nuovo coronavirus che sta interessando il nostro Paese, ha avuto vita facile proprio perché alcune norme igienico-sanitarie basilari non sono state rispettate, è un dato di fatto.

Come Italian Food Experience abbiamo un’unica missione: quella di valorizzare le eccellenze enogastronomiche italiane e l’imprenditorialità del Made in Italy, con un occhio particolare al settore del food.

Attualmente, se da una parte l’attenzione è salda sull’interesse della salute dei cittadini, sul sistema sanitario e sulla ricerca sfrenata di un vaccino che possa bloccare questa epidemia, dall’altra parte abbiamo il dovere di guardare oltre: per tale motivo, oggi il nostro pensiero va a tutti gli imprenditori e al settore dell’agricoltura, messi in ginocchio a causa della situazione che stiamo vivendo, così come dalle dolorose ma necessarie misure attuate dal Governo nazionale per fermare il contagio.

Stiamo vivendo un momento difficile e anche la nostra economia è in sofferenza, ma l’Italia non molla e le iniziative interessanti non mancano.

#mangiaitaliano Coldiretti

#Mangiaitaliano: il piano salva export alimentare indetto dalla Coldiretti

In pieno stato di emergenza, la Coldiretti ha dato il via alla campagna di comunicazione strategica a sostegno del settore agroalimentare nel Piano Straordinario 2020 per la promozione del Made in Italy. Parte così il Piano salva export alimentare #Mangiaitaliano, che vale 44,6 miliardi di euro e rappresenta il traino per il Made In Italy, in difficoltà per l’emergenza coronavirus.

Coldiretti afferma che la campagna è utile per combattere la circolazione di fake news, dato che alcuni Paesi hanno richiesto certificazioni sanitarie “virus free” su merci alimentari provenienti dalla Lombardia e dal Veneto, proprio a causa dell’emergenza COVID-19; inoltre, un’azienda su due che esporta nell’agroalimentare ha ricevuto disdette negli ordini dall’estero a causa del virus.

Tali attacchi pesano enormemente sul comparto agroalimentare, soprattutto estero, tanto da far attivare al Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale la casella di posta elettronica coronavirus.merci@esteri.it attraverso cui segnalare restrizioni e discriminazioni verso i prodotti italiani e le difficoltà riscontrate nelle esportazioni. Tutte misure necessarie per un Paese che è già in sofferenza.

 

Coronavirus Vs Comparto agrolaimentare

In tempo di pandemia, come questa da Coronavirus, urge sostenere i produttori e risollevare le nostre eccellenze agroalimentari, come ha giustamente sottolineato il presidente della Coldiretti Ettore Prandini: “Serve un intervento deciso dell’Unione Europea per sostenere il tessuto produttivo, il lavoro e ricostruire un clima di fiducia” e continua che, al fine di sostenere la campagna #Mangioitaliano, è necessario sostenere  il consumo di prodotti alimentari Made in Italy con la scelta di fornitori in grado di garantire la provenienza nazionale di alimenti e bevande.

L’invito di Coldiretti, dunque è quello di privilegiare i prodotti 100% Made in Italy.

 

Mostriamo al mondo che l’Italia è un paese di cui fidarsi

Cerchiamo di restare ottimisti: questa potrebbe essere l’occasione di mostrare al mondo che siamo un popolo senza filtri e trasparente. Consideriamo pure che ormai il numero dei contagiati da COVID-19 sta aumentando in tutto il mondo, non solo in Italia: ciò mostra che forse noi Italiani, prima di altri, abbiamo avuto il coraggio di prendere decisioni drastiche ma utili a fermare il contagio e dare l’esempio a chi ha – forse colpevolmente – sottovalutato il problema, sia a livello sanitario che economico.

Mostriamo ancora la nostra autenticità: d’altronde, è con questo spirito che in Italia sono nati eccellenti prodotti, food e non, apprezzati e spesso imitati in tutto il mondo.

COVID-19

Come andrà a finire? Forse il finale possiamo sceglierlo noi

Seppur la qualità della vita sia cambiata (in meglio), le emozioni umane sono sempre quelle e oggi, come nel 1600, continuiamo ad aver paura.

Siamo un popolo con un forte senso di appartenenza, eppure il timore nei confronti di una situazione sconosciuta ha spinto molti di noi a fuggire, a commettere azioni che forse nella vita normale non avremmo mai pensato di compiere, come “assaltare” i supermercati, litigare per una cassa d’acqua, correre per appropriarsi di un carrello per la spesa, scappare sull’ultimo treno in corsa: insomma, in questi giorni stiamo facendo prevalere la nostra parte più egoista a discapito di altri esseri umani che, invece, hanno scelto con buon senso di restare a casa, aspettando fiduciosi il ritorno alla normalità, evitando così ulteriori contagi, senza evadere e invadere gli spazi altrui.

Riusciremo, adesso, a comprendere finalmente la paura dei popoli che vivono nei paesi in guerra? O di quelli che attraversano il mare su miseri barconi, mettendo a repentaglio esclusivamente la loro vita e non quella degli altri? Forse, chi lo sa!

Il virus sarà debellato, come ci insegna la storia, e ci saranno vincitori e vinti, morali e moralisti. Nessuno, però, potrà cambiare niente di quello che sta succedendo. Forse, però, noi possiamo cambiare il finale di questa storia: iniziamo col mettere in atto le direttive del Ministero della Sanità, utili per evitare i contagi, dato che è l’unica arma che abbiamo per neutralizzare il nostro nemico comune e cambiare il finale di questa triste pandemia.

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