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La Via degli Dei sull’Appennino Tosco Emiliano

18 Gen — 2019   Lettura 3 min
Itinerari Toscana

L’Appennino Tosco Emiliano è una delle aree più interessanti del nostro Paese: la natura e i paesaggi che si alternano con armonia, la ricca proposta di attività outdoor da svolgere e le tradizioni culinarie di paesi e regioni diverse che lì si incontrano e si mescolano rende questa porzione d’Italia una meta obbligatoria per gli amanti della natura e del buon cibo.

Proprio sull’Appennino Tosco Emiliano troviamo un percorso il cui solo nome lascia campo libero a immaginazione e desideri degli amanti della natura e del buon cibo: la Via degli Dei. Chiamata così poiché attraversa località dedicate ad antichi dei come il Monte Adone, il Monzuno (il monte di Giove), il Monte Venere, il Monte Luario (che deriva dalla dea romana dell’espiazione, Lua), questa antica via è un percorso ideato alla fine degli anni ‘80 dello scorso secolo da un gruppo di escursionisti bolognesi.

L’antica Via degli Dei unisce Firenze a Bologna e in parte coincide con il selciato romano denominato “Flaminia Militare” (o Flaminia minor), costruita nel 187 a.C. per volere del console Caio Flaminio.

La Via degli Dei, che è nota anche come “Sentiero degli dei”, è un itinerario molto suggestivo, è costituita da strade, sentieri e mulattiere che si estendono per 130 chilometri circa.

Questo cammino, che attraversa due regioni e che raggiunge quote di circa 1000 metri sul livello del mare, è particolarmente amato dagli appassionati di trekking e dai cicloturisti che ne apprezzano le numerose bellezze paesaggistiche, il fascino storico e l’atmosfera spirituale. La Via degli Dei consente agli escursionisti, inoltre, di andare alla scoperta di località incantevoli ma poco visitate dai turisti e di effettuare nel contempo una vacanza itinerante in un ambiente naturale di rara bellezza.

 

 

Via degli Dei: da dove si parte?

Il punto di partenza dell’itinerario è la celebre Piazza Maggiore di Bologna, da cui si sale in direzione del Santuario della Madonna di San Luca, ubicato sulla cima del Colle della Guardia. Si tratta di una salita impegnativa ma molto suggestiva, che potrebbe scoraggiare i meno allenati e motivare, al contrario, gli escursionisti più determinati. Giunti a questo punto, si si scende verso il Comune di Casalecchio di Reno e si passa attraverso il Parco Talon; si costeggia, quindi, il lungo Reno in direzione Sasso Marconi fino a raggiungere l’incantevole riserva del Contrafforte Pliocenico, che è accessibile ai viandanti solo lungo i sentieri indicati dal Club Alpino Italiano. Si giunge così nella splendida cornice di Firenze, con una pittoresca vista dal colle di Fiesole.

Si tratta, in effetti, di un percorso di difficoltà media, più arduo in corrispondenza dei sentieri montuosi.

 

 

Attrezzatura necessaria per percorrere la Via degli Dei

Cosa bisogna portare con sé per rendere più agevole l’escursione? In primo luogo, una torcia frontale per camminare senza problemi anche quando cala la sera, un fornelletto e una pentola per mangiare del cibo caldo, un cappello per ripararsi dagli agenti atmosferici, un paio di occhiali da sole, una borraccia per l’acqua, dei bastoncini da trekking per affaticarsi di meno e camminare a passo sostenuto, delle bibite energetiche, degli scarponi da trekking e dei cerotti per proteggere le eventuali vesciche dolorose.

 

Monte Carpegna

Monte Carpegna

 

Le attività outdoor da fare sulla Via degli Dei

Gli amanti del trekking e della mountain bike troveranno nella Via degli Dei il percorso ideale per la propria attività all’aria aperta: fra sentieri e piccoli borghi, luoghi magici e panorami mozzafiato, percorrere la Via degli Dei a piedi o in sella a una mountain bike è una delle esperienze da fare per tutti gli amanti della natura. Non senza provare le deliziose specialità culinarie della zona.

Vediamo quali.

 


 

Gastronomia della Via degli Dei

Escursionisti e cicloturisti ma anche semplici visitatori che percorrono o si trovano sulla Via degli Dei avranno la possibilità di gustare le prelibatezze tipiche dell’Appennino Tosco Emiliano. Pensiamo, ad esempio, alle lasagne e alle tagliatelle emiliane, condite con il delizioso tartufo locale, ai tortelloni con funghi porcini e chiodini o ai secondi piatti a base di selvaggina (soprattutto carne di cinghiale).

Per gli amanti del pesce di qualità, rigorosamente di acqua dolce, consigliamo il Salmerino del Corno alle Scale, una tipologia di trota molto pregiata che vive nei corsi d’acqua montani che sovrastano Lizzano in Belvedere, un piccolo comune in provincia di Bologna al confine con la Toscana.

A fine pasto, un dolcetto non può mai mancare: sulla Via degli Dei a farla da padroni sono i cantucci, dolci filoncini alle mandorle croccanti, conosciuti anche come i “biscotti di Prato”.

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