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Museo dell’Olivo Carlo Carli: ripercorrere la storia attraverso l’ulivo

9 gen — 2019   Lettura 5 min
Itinerari Liguria

Cercavamo una storia legata all’olio di oliva, da raccontare a tutti voi. Qualcosa di diverso, magari alternativo al racconto delle caratteristiche di questo fantastico prodotto, chiamato “oro liquido” sin dall’antichità. Le nostre ricerche ci hanno portato a Imperia, dove ci siamo imbattuti in una bella realtà che preserva storia e ricordi dell’antica pianta dell’olivo: il Museo dell’Olivo Carlo Carli.

Abbiamo intervistato Claudia Carli, Brand Marketing Manager di Fratelli Carli, la quale ci ha accompagnato in un mondo fatto di storie, curiosità e tradizioni di gente comune, dee e antiche regine.

Buona lettura.

 

Ciao Claudia, benvenuta su Italian Food Experience. Chi è il fondatore del Museo dell’Olivo Carlo Carli?

Il nostro Museo è nato nel 1992 da un’idea di mio nonno, il Cavaliere del Lavoro Carlo Carli.

Due tipi di oggetti possono essere considerati il simbolo di questa visione: i lumi a olio e le oliere. Dalla loro collezione, iniziata dalla mia famiglia all’inizio del secolo scorso, è nata a poco a poco attorno all’albero di olivo una raccolta di storia, usi, tecniche di coltura e lavorazione, commerci, riti, poesie e opere d’arte.

Ci piace sempre riportare il pensiero di mio nonno che, secondo tutti noi, racchiude in poche parole la mission del Museo: «Se avrete potuto ripercorrere le tappe delle nostre scoperte per conoscere più a fondo l’olivo ne saremo lieti. Ma se avrete, come noi, provato ammirazione e rispetto per un albero magnifico e immortale, allora potremo dire di avervi saputo spiegare anche la ragione, l’origine e lo scopo del Museo dell’Olivo».

 

Da chi è gestito il Museo dell’Olivo?

Il Museo è tutt’oggi di proprietà e di gestione della nostra azienda, la Fratelli Carli S.p.A.

 



 

Cosa possiamo vedere al Museo?

Il Museo, ospitato nella palazzina Liberty già sede storica degli uffici dell’azienda, è interamente dedicato alla pianta dell’olivo e al suo principale prodotto, l’olio.

18 sale ci portano in un viaggio alla scoperta dell’albero simbolo del Mediterraneo che, più di ogni altro, ha legato il proprio destino a quello del genere umano.

Oggetti preziosi, utensili da lavoro, importanti reperti archeologici, sfavillanti oliere e istruttivi filmati, accompagnano il visitatore in questo percorso attraverso il tempo e i luoghi: da Est a Ovest del Mediterraneo, dai primordi della domesticazione dell’olivo nel Medio Oriente alle più recenti tecniche di produzione dell’olio, passando attraverso il commercio di cosmetici, l’illuminazione, la medicina, l’alimentazione, la botanica e molto altro.

 

Vi sono dei percorsi tematici? Se sì, quali suscitano più interesse da parte dei visitatori?

Il Museo può essere vissuto sotto diversi punti di vista:

  • La Quotidianità. L’olio come ingrediente di uso quotidiano: nell’alimentazione, nella cosmetica, come fonte di illuminazione, come unguento utilizzato dagli atleti per massaggiare i muscoli o la sansa (parte di scarto della lavorazione delle olive) utilizzata come fonte di riscaldamento. Molti oggetti descritti nei miti e nelle leggende delle civiltà mediterranee sono fabbricati con il legno dell’albero, per fare qualche esempio: la clava di Ercole, il letto di Ulisse, il palo con cui Ulisse accecò Polifemo e altri ancora.
  • La Ricchezza. Il Commercio “dell’oro liquido” presentato attraverso pesi, bilance, misure, la ricostruzione di una stiva di nave romana, le anfore e tutti quegli strumenti che servivano per pesare, trasportare e commerciare questo preziosissimo prodotto.
  • L’Umano e il Divino. La storia dell’olivo, da sempre, si intreccia con quella delle religioni. Dalla dea Atena che piantò il primo albero sull’Acropoli di Atene, ai riti religiosi di popoli antichi come quelli di oggi: i lumi utilizzati per illuminare gli altari e le cappelle.
  • Il Viaggio Cosmetico. Cleopatra, Afrodite, Elena di Troia: tutte le più importanti donne e le dee di ogni epoca devono parte della loro leggendaria bellezza ai cosmetici a base di olio d’oliva. Rari e curiosi reperti archeologici testimoniano i canoni di bellezza nel corso della storia e i modelli per raggiungerla o esaltarla.

Poiché il nostro museo offre più punti di lettura, non ne abbiamo uno che suscita più interesse rispetto a un altro: ogni visitatore (scolaresche, singoli, piuttosto che gruppi di adulti) ha la possibilità di farsi coinvolgere da ciò che più lo affascina.

 

Si possono prenotare delle visite guidate?

Su prenotazione e per gruppi di max 30 persone sono possibili visite guidate in italiano, inglese e tedesco. La durata della visita è di 45 minuti circa e il costo è di 20 €.

 

Quanti visitatori ospitate ogni anno, in media?

In media ospitiamo circa 20.000 visitatori l’anno.

 

Quali sono le “collezioni” più rilevanti da ammirare?

Riteniamo che tutti i reperti e gli oggetti esposti in Museo possano raccontare una grande storia; al visitatore spetta solo il piacere di immedesimarsi nel viaggio da noi proposto.

Volendo citarne alcuni, possiamo ricordare intanto il pezzo più antico della nostra collezione: un tronco fossile di 12 milioni di anni fa, che testimonia l’esistenza dell’antenato dell’albero d’olivo; poi una lekythos-oinochoe corinzia realizzata fra il 550 e il 525 a.C., che attesta la sopravvivenza di un determinato tipo di forma vascolare in un periodo in cui si credeva non fosse più prodotta. Degni di nota e di grande prestigio sono poi sicuramente altri tre reperti che citiamo volentieri: la lekythos esposta nella sezione 7 dedicata alla Grecia che, rara per la grande dimensione, poteva conservare una maggiore quantità di olio profumato rispetto a suoi simili; il dolio, grosso recipiente utilizzato per lo stoccaggio dell’olio e custodito nel giardino antistante il Museo, che ci racconta il traffico e il commercio di questo prodotto; l’oliera più antica della collezione, risalente al 1680 e proveniente dalle Fiandre.

 

Organizzate anche attività di laboratorio? Quali?

Per le classi delle scuole primarie, su prenotazione, è stato creato il LaboratOlio, un percorso di apprendimento ludico-didattico con il quale scoprire provenienze, pregi, caratteristiche e curiosità sull’olio di oliva.

Durante il periodo di raccolta delle olive, indicativamente da novembre a febbraio, è possibile vedere in funzione il Frantoio con il quale viene prodotto L’Olio Carli Extra Vergine D.O.P. Riviera Ligure – Riviera dei Fiori.

      

 

I prodotti che è possibile degustare all’interno del Museo sono locali o vengono forniti dallo stesso fondatore?

All’interno del Museo dell’Olivo Carlo Carli non è possibile effettuare nessun tipo di degustazione, trattandosi di un percorso esclusivamente espositivo di grande rilievo.

Nel piazzale adiacente al Museo vi è però l’Emporio, uno spazio vendita di 750 mq presso il quale si trovano tutti i prodotti Fratelli Carli e della linea cosmetica Mediterranea; qui è possibile provare non solo il celebre Olio Carli, ma anche i tanti squisiti prodotti della tradizione alimentare ligure e mediterranea selezionati giornalmente per un piccolo assaggio.

L’Emporio è spesso sede di corsi e iniziative legati all’alimentazione, alla salute e alla bellezza. Inoltre, grazie cucina attrezzata e a vista, i nostri prodotti diventano i protagonisti per un gustoso pranzo veloce; un’altra occasione per assaporare le squisite specialità accompagnate dai vini Fratelli Carli.

 

Quali sono i vostri progetti futuri?

Il Museo non ha attualmente in cantiere nessun progetto particolare. Restano naturalmente vivi e attuali il desiderio e la volontà di continuare a essere i portavoce di una storia meravigliosa: quella millenaria dell’olivo, il più antico albero coltivato dall’uomo.

 



 

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